Riapre Villa Zito, pinacoteca della Fondazione Sicilia

16 luglio 2015

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Villa Zito riapre le porte e si trasforma in una grande pinacoteca estesa su circa mille metri quadri di sale espositive, disposte su tre piani. L’inaugurazione si è svolta sabato 20 giugno, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nella storica dimora sono fruibili al pubblico le opere più rappresentative della collezione pittorica della Fondazione Sicilia, oltre agli esemplari di maggiore rilievo della raccolta di opere grafiche. Si tratta di pregevoli dipinti, realizzati dai primi del Seicento fino al Novecento, alcuni dei quali creati da grandi maestri della storia dell’arte italiana. L’esposizione delle opere grafiche verte, invece, sul tema della cartografia.

«Doniamo a Palermo e all’Italia intera un altro luogo dedicato all’arte e alla cultura – dichiara Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Sicilia –. Con la riapertura di questo edificio completiamo il circuito degli spazi espositivi della Fondazione, un circuito che si è aperto con il restauro di Palazzo Branciforte, firmato da Gae Aulenti, e che oggi, a distanza di tre anni, si completa con quello di Villa Zito».

Le collezioni dei dipinti e delle opere grafiche sono frutto del recupero dei beni artistici dell’antico Banco di Sicilia, distribuiti nelle filiali italiane ed estere dell’istituto creditizio. A questi ne sono stati aggiunti altri, provenienti dal patrimonio della ex Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele per le Province Siciliane (o Sicilcassa). Si tratta, dunque, di un “forziere” di opere d’arte raccolto nel tempo dalle maggiori banche dell’Isola e irrobustito da successive donazioni private. Oggi questo forziere è reso fruibile in maniera organica e funzionale, attraverso l’impegno della Fondazione Sicilia. I lavori di restauro dell’intero complesso sono durati diciotto mesi e sono costati cinque milioni di euro. L’allestimento ha tenuto conto delle necessità di mettere in risalto gli ambienti della villa, decorati in stile neoclassico, e di valorizzare il percorso museografico. Il nuovo ordinamento delle raccolte propone di offrire – attraverso dieci sezioni – un excursus di circa quattro secoli di arte, dal Seicento al Novecento. È stata, inoltre, realizzata una sala multimediale con tecnologie d’avanguardia, che potrà offrire un respiro anche all’arte contemporanea e dove verrà esposta una video-installazione, ispirata al paesaggio urbano di Palermo.

Il percorso espositivo della nuova Villa Zito si apre al primo piano, con la pittura del Seicento che racchiude importanti testimonianze, tra cui i dipinti di Mattia Preti, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Salvator Rosa, nonché opere della fine del XVII secolo. L’Ottocento, introdotto dalle opere di Francesco Zerilli, è rappresentato dai protagonisti della grande pittura di paesaggio in Sicilia, (Francesco Lojacono, Antonino Leto, Michele Catti) e dal recupero di alcuni interessanti dipinti di Pietro Volpes, Natale Attanasio e Vincenzo Caprile. Il passaggio tra Ottocento e Novecento è testimoniato, nelle sale del secondo piano, dalle tele di Galileo Chini e di Aleardo Terzi. Al secondo piano trovano spazio i dipinti della Donazione Alesi-Cuccio Cartaino e le raccolte del Novecento, che offrono la possibilità di addentrarsi nella polifonica situazione culturale dell’epoca. Sono presenti i grandi protagonisti della prima metà del secolo, Mario Sironi, Filippo De Pisis, Ottone Rosai, Carlo Carrà, Arturo Tosi, Ugo Attardi, rappresentati da opere del secondo dopoguerra. Le inquietudini della cosiddetta Scuola Romana caratterizzano la notevole serie di dipinti di Fausto Pirandello. Una testimonianza a sé è costituita dalla presenza di un’opera di Mario Schifano, esposta al piano terra. Per quanto riguarda l’esperienza in Sicilia, la scena del tempo è dominata dalla presenza di Renato Guttuso, di cui è esposta la grande tela “Eruzione dell’Etna”, realizzata a seguito della terribile eruzione del vulcano del 1983.

Villa Zito ospita anche gli uffici della Fondazione Culturale “Lauro Chiazzese”, che oggi ha cambiato il nome in Fondazione “Lauro Chiazzese” per l’Arte e la Cultura. Una modifica di nome che rimarca il compito (che le è stato delegato dalla Fondazione Sicilia) di gestire e valorizzare i patrimoni artistici, archivistici e bibliotecari in generale, e in particolare quelli conservati nella Villa, sia propri (la biblioteca e l’Archivio Storico del Monte di Pietà di Palermo) sia della Fondazione Sicilia, tra cui spiccano non soltanto le opere pittoriche e grafiche, ma anche l’Archivio Storico del Banco di Sicilia, testimonianza eccezionale del passato economico dell’Isola.

da "Fondazioni" luglio-agosto 2015

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