Albergo sociale diffuso

1 novembre 2014

welfare

I milanesi in difficoltà devono avere un tetto sulla testa finché non riescono ad avere una dimora stabile. È con quest’idea che il 4 dicembre Fondazione Cariplo e Comune di Milano hanno firmato un protocollo d’intesa per realizzare un Albergo Sociale Diffuso. Sarà la casa pro tempore per mamme con bambini piccoli, neomaggiorenni in uscita da percorsi di sostegno, anziani autosufficienti, padri separati, adulti in emergenza sociale. Persone che, oltre ad avere alle spalle una situazione personale complicata – magari a seguito della perdita del lavoro, di uno sfratto, di una separazione o della fine di una coabitazione – non possono permettersi un appartamento a prezzi di mercato, ma non riescono nemmeno ad accedere a un alloggio popolare perché prive dei requisiti. Inoltre, questo progetto porta valore aggiunto anche sul fronte della riqualificazione urbana e delle periferie in particolare, dove la Fondazione è impegnata da tempo. L’iniziativa, infatti, ruota interamente attorno al recupero di 35 alloggi “sottosoglia” (cioè inferiori ai 28,8 mq di superficie) non utilizzati, di proprietà comunale e collocati nei quartieri Isola - Garibaldi, Niguarda e Quarto Oggiaro. Gli alloggi verranno ristrutturati e arredati grazie a un contributo di 400.000 euro da parte di Fondazione Cariplo, a cui si aggiungerà uno stanziamento di 385.000 euro da parte di Abitare Sociale Metropolitano. Una volta pronti, gli alloggi saranno assegnati temporaneamente fino a un massimo di 18 mesi; in più agli assegnatari verrà offerto un percorso di accompagnamento all’autonomia gestito da Abitare Sociale Metropolitano insieme a un team di assistenti sociali. L’Albergo Sociale Diffuso sarà curato dal Comune di Milano attraverso i propri Servizi, d’intesa con Fondazione Cariplo e Fondazione Housing Sociale – che si è occupata dello studio di fattibilità – e dell’impresa sociale Abitare Sociale Metropolitano – gestore del progetto – che comprende alcuni tra i principali operatori del non profit milanese: Consorzio Farsi Prossimo, Consorzio Sistema Imprese Sociali, Cooperativa Sociale La Strada e Cooperativa Sociale Chico Mendes. I primi alloggi saranno utilizzabili nella seconda metà del 2015. Per un progetto che parte ce n’è uno che è appena arrivato in porto. Il 21 novembre la Fondazione Cariplo ha inaugurato “ViaPadova36”, un’altra iniziativa di housing sociale promossa con la collaborazione di Regione Lombardia, Fondazione Housing Sociale, Polaris Real estate sgr in qualità di gestore del Fondo Immobiliare di Lombardia e Abitare Sociale Metro politano. Il progetto è stato avviato nel 2012, presentato come “opera segno” al Papa Emerito Bene detto XVI, durante la Giornata Mondiale della Famiglia, e realizzato attraverso il recupero e la valorizzazione di uno stabile d’epoca in uno dei quartieri più multietnici di Milano. ViaPadova36 è innanzitutto una risposta alle difficoltà di accesso alla casa, sempre più forti in città: attraverso l’intervento sono stati ricavati 41 alloggi a canone calmierato oggi abitati da persone italiane e straniere, sia nuovi abitanti che persone che risiedono da decenni nel palazzo: famiglie giovani (alcune, appositamente selezionate, avranno il ruolo di “famiglie consapevoli”), coppie, nuclei monoparentali, anziani, persone con fragilità. In viaPadova36 c’è anche un residence sociale da 22 posti per rispondere a necessità abitative temporanee di lavoratori, studenti, parenti di degenti. Inoltre, ViaPadova36 promuove attività sociali e culturali rivolte agli abitanti, aperte anche al quartiere e alla città, attraverso la condivisione e il coinvolgimento di diversi attori. In ViaPadova36 hanno anche trovato dimora due progetti pilota di imprenditoria sociale: Share, il primo negozio di abbigliamento di qualità di seconda mano con finalità sociali, e Beso, il primo punto vendita di un’innovativa capsula di caffè del commercio equo e solidale, completamente riciclabile.  

da “Fondazioni” novembre-dicembre 2014

tag: Fondazione Cariplo albergo sociale diffuso recupero alloggi povertà