Sette grandi progetti in Umbria

22 marzo 2019

welfare

Sono sette i progetti di welfare comunitario finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia con 2 milioni di euro, attraverso il bando “Iniziative per un Welfare di comunità. Idee e progetti”. In riposta al bando sono arrivate 25 idee progettuali. Tra queste la Fondazione ha selezionato 7 progetti, che sono stati poi accompagnati nella fase di elaborazione. Ora daranno vita a iniziative concrete in diversi territori dell’Umbria, coinvolgendo un’ampia rete di associazioni, istituzioni, istituti scolastici insieme a famiglie e cittadini. L’associazione Vi.Va vuole attivare un deposito bagagli con noleggio di biciclette presso la Stazione ferroviaria di Assisi, per favorire l'inclusione socio-lavorativa di soggetti con disagio psichico.

Il progetto Musae realizzerà percorsi accessibili per persone con disabilità all’interno dei principali musei umbri. La cooperativa sociale Asad rigenererà spazi sotto-utilizzati per renderli strumenti di utilità collettiva, come laboratorio teatrale, sala di registrazione o coworking. “Duc in altum!” intende trasformare l’Abbazia di Montemorcino in un “villaggio educante per vivere la scuola da fuoriclasse”, ovvero un centro educativo multifunzionale a servizio delle scuole, delle famiglie e dei ragazzi.

La cooperativa sociale Frontiera lavoro società realizzerà attività pratiche per giovani con disagio psichico all’interno dei Musei demo etnoantropologici del Trasimeno. Il progetto Futuro nel verde intende strutturare una serie di azioni di accoglienza e formazione nell’ambito della filiera delle erbe officinali per favorire l’inserimento delle persone fragili e degli stranieri. La Fondazione Comunità Marscianese realizzerà attività ricreativo-culturali e formative per gli anziani, tra cui un orto terapeutico.

«Con “Iniziative per un Welfare di comunità. Idee e progetti” – ha affermato il presidente Giampiero Bianconi – la Fondazione ha voluto lanciare una sfida: stimolare la nascita di idee e partecipare attivamente insieme al Terzo settore e al volontariato allo sviluppo di un modello innovativo di welfare che partendo dal coinvolgimento dell’intera comunità dia risposte più efficaci ed eque alle crescenti fragilità che colpiscono le fasce di popolazione più vulnerabili come le famiglie in difficoltà economica, i giovani, le persone con disabilità gli anziani e gli stranieri».

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