Aggregazione vs baby gang

12 settembre 2018

welfare

Per rispondere alla piaga delle baby gang, che ormai frequentemente conquista gli onori delle cronache con aggressioni e minacce ad adolescenti e non solo, la Fondazione con il Sud ha elaborato un modello di intervento concreto, sostenibile, immediatamente praticabile e che ha già dato risultati incoraggianti, fondato sui centri di aggregazione giovanile. La proposta è stata presentata lo scorso 18 giugno a Napoli alla presenza del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico e di alcuni rappresentanti delle organizzazioni che si occupano di minori nel capoluogo partenopeo. Il fenomeno della devianza e della criminalità minorile è strettamente legato alla dispersione scolastica e alla mancanza di opportunità e di politiche di coesione sociale. per questo, elaborando i dati a disposizione, la Fondazione con il Sud ha voluto evidenziare che il costo medio annuo per utente del circuito penale minorile è di 6.200 euro (92% relativo alle carceri e il restante ai tribunali), mentre un ragazzo che frequenta un centro di aggregazione ha un “costo” medio annuo che varia dai 500 ai 2.200 euro, a seconda della tipologia di centro e dell’intensità educativa proposta. Ovvero, calcola il presidente della Fondazione con il Sud Carlo Borgomeo: «Un ragazzo che frequenta attivamente un centro di aggregazione giovanile “costa” quattro volte meno rispetto a un minore che entra nel circuito penale. Togliamo i ragazzi dalla strada e offriamo loro opportunità e fiducia, oltre a rispondere a diritti negati e disuguaglianze inaccettabili, scopriamo che è una soluzione perfino conveniente».

Le periferie urbane delle città meridionali contano oltre 1 milione di abitanti e sono quelle con il maggior numero di minori rispetto alle altre aree del paese. si tratta di aree caratterizzate dalla scarsità dei servizi essenziali ed educativi, dalla povertà economica e dalla disoccupazione giovanile, dall’illegalità e dalla presenza della criminalità organizzata. ma sono aree dove esiste una radicata voglia di riscatto, che, se opportunamente sostenuta e valorizzata, può far germogliare rapidamente frutti di crescita individuale e di coesione sociale dell’intera comunità. Un caso emblematico è quello della rinascita in corso del Rione Sanità. nel 2006 le Catacombe di San Gennaro accoglievano 6.000 visitatori e coinvolgevano 5 ragazzi volontari. Ai 9 soci iniziali della cooperativa che gestisce le visite, oggi si sono aggiunti 14 dipendenti e tanti volontari: nel 2017 sono stati accolti 104.000 visitatori. giovani e bellezza sono la chiave di questo successo. la presenza di spazi e luoghi liberi, ma allo stesso tempo protetti dalla comunità locale, ha fatto la differenza. Attraverso la musica, l’arte, lo sport, il fare e il dialogare, i Centri di aggregazione giovanile tolgono letteralmente i ragazzi dalla “strada”, sottraggono manovalanza a basso costo alle mafie e propongono ai ragazzi modelli educativi e stili di vita alternativi.

«Quanto contano per il Rione Sanità quelle decine di contratti di lavoro per i giovani e quelle migliaia di turisti che attraversano il quartiere? – domanda provocatoriamente Borgomeo, che aggiunge –. Si dovrebbe ribaltare il paradigma che prevede prima l’obiettivo della crescita economica e poi, eventualmente, l’investimento di risorse nel welfare, nella cultura e nella coesione sociale. Crediamo sia esattamente il contrario. La dispersione scolastica ci costa fino al 6,8% del Pil nazionale».

Il testo integrale della proposta contro la devianza minorile della Fondazione con il Sud si può scaricare al link http://bit.ly/Fondsud_devianza.



"Fondazioni" settembre-ottobre 2018

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