Arte, esoterismi e magia a Palazzo Roverella

12 settembre 2018

arte e cultura

Se il sacro attraversa l’intera storia dell’arte disegnando un lungo percorso quasi senza soluzione di continuità nell’arco dell’ultimo millennio, fino alla seconda metà del XIX secolo l’interesse degli artisti per l’esoterismo ha seguito un percorso carsico, affiorando nelle arti figurative solamente nel periodo romantico a seguito dell’interesse per il gotico e le teorie del sublime. L’attenzione per le dottrine esoteriche, con il loro bagaglio di figurazioni e miti esplode, infatti, in Europa solo alla fine dell’ottocento, coincidendo con lo sviluppo dell’arte simbolista. A partire dalla Francia e dal Belgio l’influenza della cultura esoterica sulle arti figurative si diffuse in Europa, intrecciandosi con la letteratura e coinvolgendo, grazie a Josephin Peladan e al suo Salon de la Rose+Croix, i maggiori protagonisti del simbolismo internazionale, da Arnold Böcklin a Gaetano Previati. Le teorie ermetiche, e principalmente la Teosofia di Helena Petrovna Blavatsky, ebbero infine un ruolo rilevante, assieme alle ricerche sull’ottica e sui colori, nella genesi dell’astrattismo, in particolar modo all’interno del movimento del Bauhaus, influenzando l’opera di artisti come Paul Klee, Johannes Itten, Piet Mondrian, Wassily Kandinsky. In Italia il legame con le simbologie esoteriche influenzerà le ricerche sull’astrattismo di pittori come Giacomo Balla, Arnaldo Ginna e Julius Evola, in un singolare parallelo con gli interessi per le dottrine esoteriche di scrittori come Gabriele D’annunzio, Dino Campana e Luigi Pirandello. Suggestionati da testi letterari come “I grandi iniziati” di Edouard Schuré o dal celebre romanzo decadente “La-Bas” di Joris Karl Huysmans, pittori e scultori, ma anche viaggiatori, scrittori e giornalisti, trovarono nelle religioni orientali o nei testi ermetici una sorta di moda alternativa alle riflessioni sul cristianesimo.

Nel corso del Noveceno poii vennero a creare vere e proprie comunità, come quella di Monte Verità (località vicino ad Ascona), sviluppate attorno a un sistema utopico magico/irrazionale in cui gli adepti praticavano culti solari, nudismo e vegetarianesimo e in cui si ritrovavano, fra gli altri, Carl Gustav Jung, Hermann Hesse e Paul Klee. ora una mostra dal titolo “Arte e magia. Esoterismi nella pittura europea dal simbolismo alle avanguardie storiche” consente di ripercorrere i rapporti tra le correnti esoteriche in voga tra il 1880 e gli anni immediatamente successivi al primo conflitto mondiale e la loro influenza sulle arti figurative europee, dal movimento simbolista alle successive avanguardie storiche. Curata da Francesco Parisi e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con l’Accademia dei Concordi e il Comune di Rovigo, l’esposizione sarà ospitata a Palazzo Roverella di Rovigo, dal 29 settembre 2018 al 27 gennaio 2019. Tra gli artisti in mostra: Odilon Redon, Paul Ranson, Eugene Grasset, Jean Delville, Felicien Rops, Austin Osman Spare, Paul Serusier, Alberto Martini, Carlos Schwabe, Wassily Kandinsky, Auguste Rodin, Edvard Munch, Frantisek Kupka, Giorgio Kienerk, Leonardo Bistolfi, Ferdinand Hodler, Albert Trachsel, Mikalojus Constantitnas Ciurlionis, Hugo Höppener (Fidus), Peter Behrens, Bruno Taut, Ernesto Basile, Paul Klee, Johannes Itten, Luigi Russolo, Willelm Morgner, Kazimir Malevič, Gaetano Previati, George Frederic Watts, Giacomo Balla, Piet Mondrian, Frantisek Kupka, Romolo Romani.

La mostra coinvolge lo spettatore in un vero e proprio percorso iniziatico, che procede dall’invito al silenzio (sezione I, entrata, enigma, Invito al silenzio), attraversa templi ed are (sezione II, l’architettura esoterica: i templi e gli altari) e giunge all’illuminazione iniziatica, con la rappresentazione di aure e raggi (sezione III, Psyche, Cosmo, aura e forme ancestrali). Tra i protagonisti delle immagini: il Diavolo in tutte le sue mutazioni, dai demoni intenti a seminare zizzania tra gli uomini, fino al moderno Faust che accompagna l’artista nell’atto creativo; la strega, già icona del liberty decadente, che conduce ora l’artista negli abissi della voluttà e della sottomissione, come nel celebre dipinto di Gustav Adolf Mossa Elle; gli animali notturni, civette, lupi, corvi, pipistrelli, misteriosi e affascinanti. Infine una galleria di ritratti di artisti, filosofi e pensatori, esponenti di teorie esoteriche occidentali e orientali. Un’ampia sezione è dedicata inoltre ai libri illustrati e alle incisioni, dal Malleus Maleficarum, incunabolo rinascimentale, fino alle edizioni realizzate tra Ottocento e Novecento.

in foto di apertura: Giorgio Kienerk, “Il Silenzio”, 1900;
nell'articolo: Marcel Lenoir, “Invocation à la Madonne d’Onyx Vert”, 1897


"Fondazioni" settembre-ottobre 2018

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