Colori e decori alla corte degli Estensi

12 settembre 2018

arte e cultura

È difficile immaginare che la rocca di Vignola, così come molte altre costruzioni di pregio risalenti all’Altomedievo o al Rinascimento, oltre ad accogliere ricche pitture al loro interno fossero accuratamente decorate anche all’esterno. Le moderne tecnologie, dai laser-scanner tridimensionali alle foto aeree, oggi consentono, però, di rilevare le tracce di quei decori, per poi riprodurli in multimediale come proiezioni sulle pareti originali degli edifici, evocando con efficacia un’identità estetica ormai rintracciabile nella realtà solo nei centri storici di alcune “urbes pictae” quali Bergamo, Trento, Treviso o Padova.

Le prime sperimentazioni di questa possibilità di ricostruzione virtuale saranno applicate a palazzi, rocche e castelli di diversi luoghi legati alla Casa d’Este, che possono così tornare a splendere con i loro colori e i disegni originali grazie al progetto “Sogno o son deste”, sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Carife, Fondazione di Vignola e Bper Banca. Si comincia con la Rocca di Vignola a luglio, per poi passare a Modena, in settembre durante il Festivaldellafilosofia, con le videoproiezioni sulla Chiesa di Sant’Agostino,e poi a Ferrara con i fari puntati su Casa Romei. “Sogno o son deste” mira a ricomporre gli elementi più significativi del linguaggio artistico delle decorazioni esterne degli edifici, che in passato dialogavano con le altre espressioni dell’universo iconologico estense. In linea con diverse altre realtà italiane, infatti, anche i territori soggetti alla Casa d’Este, antica signoria italiana che ha dominato dal 1208 al 1859 su Ferrara, Modena e Reggio Emilia, videro la diffusione di una cultura figurativa che conciliava le necessità concrete della conservazione degli edifici e delle loro decorazioni con l’intento di affidare alle pitture murarie il compito di comunicare messaggi politici, dinastici e di esaltazione della storia e delle virtù della casata. L’inesorabile scorrere del tempo ha cancellato quasi completamente tali apparati di comunicazione, tanto da far quasi dimenticare la loro esistenza. “Sogno o son deste” salvaguarda questo patrimonio culturale e artistico, promuovendolo e migliorandone la fruizione. In particolare l’azione di tutela e valorizzazione si realizza attraverso una campagna di rilievi architettonici che darà vita a una banca dati conoscitiva dello stato di conservazione non solo degli edifici di cui si ricomporranno le decorazioni esterne, ma anche di opere architettoniche sempre afferenti al territorio estense in condizioni di degrado e semi abbandono, quali le numerose pievi, oratori e chiese dell’appennino modenese, databili tra il XIV e il XVI secolo. Questo progetto è, dunque, in continua evoluzione, aperto all’inclusione di un sempre maggior numero di edifici dipinti nei territori presi in considerazione, senza escludere future collaborazioni con iniziative analoghe che potrebbero interessare altre aree geografiche e culturali.

Intanto, puntando sempre sul felice connubio tra cultura e tecnologia, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena provvederà al restauro, la digitalizzazione, la catalogazione di parte del patrimonio archivistico e librario delle gallerie estensi, ai fini della sua pubblicazione on line, nonché alla realizzazione di una Digital Library per la valorizzazione del patrimonio archivistico e librario conservato nelle gallerie estensi e in altri Istituti culturali del polo culturale S. Agostino-Estense.

 


"Fondazioni" settembre-ottobre 2018

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