Big data per il sociale

5 luglio 2018

territori

La rivoluzione tecnologica creata dalla pervasività del web, della telefonia mobile e dei sensori sta generando una quantità di dati senza precedenti in grado di trasformare qualunque settore della conoscenza umana. Questa rivoluzione vede come attori principali le grandi aziende tecnologiche, ma la scienza dei dati può essere messa anche al servizio di organizzazioni che vogliano cambiare il mondo e renderlo un posto migliore. È questa l’ambizione del progetto “Dati per il sociale e lo sviluppo”, promosso da Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt. L’obiettivo è fornire alle organizzazioni che operano nei settori del sociale e della cooperazione i mezzi tecnologici più sofisticati per estrarre dai dati nuovo valore e farne uno strumento di crescita. Il progetto è parte di un più ampio programma delle tre Fondazioni finalizzato alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche e scientifiche nel campo della cooperazione internazionale e del sociale, dal titolo “Innovazione per lo Sviluppo”. Oltre a quello dei big data, questo programma intende intervenire in altre tre aree. La “Fabbricazione digitale”, ovvero il processo attraverso cui è possibile creare oggetti tridimensionali partendo da disegni digitali, che possano essere adattati alle esigenze locali o personali, con l’obiettivo di realizzare a basso costo prodotti come protesi, droni per la distribuzione di aiuti umanitari, cucine a risparmio energetico, ecc. Il “Riuso di tecnologia esistente” per sviluppare soluzioni utili ai problemi delle popolazioni più povere. Il “Capacity building” degli enti che operano nel settore, in un’ottica di contaminazione con il mondo della tecnologia (in particolare Ict) e della scienza.

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