Minori stranieri soli, c’è chi li aiuta a crescere

4 luglio 2018

welfare

Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati nel nostro Paese continua a mostrare dimensioni rilevanti ed elementi di grande criticità. Alla fine del 2017 la distribuzione dell’età rilevata evidenzia che il 60,3% ha 17 anni, i sedicenni costituiscono poco più di un quinto del totale, il 9,6% ha 15 anni e il 6,7% ha meno di 15 anni. Rispetto a quanto registrato nei due anni precedenti, prosegue il trend di aumento dell’età di questi giovani, con l’incremento della quota dei diciassettenni (+6,3% rispetto al 2015) e una diminuzione della quota di minori con meno di 15 anni. Un simile quadro evidenzia che i giovani stranieri in arrivo in Italia hanno un tempo sempre più breve per acquisire un’autonomia di vita prima della fuoriuscita dai sistemi di protezione, prevista al compimento della maggiore età. Alcuni dati approssimativi segnalano, inoltre, che il 35% dei giovani stranieri non studia e non lavora, percentuale che cresce fino al 45% nel caso delle ragazze. Questa condizione è dettata anche dalla situazione di maggior vulnerabilità di questi ragazzi, dovuta alla mancanza di reti e di capitale sociale a supporto dei percorsi di inclusione. In risposta a quest’emergenza nel 2016 sette Fondazioni associate ad Acri (Cariplo, Compagnia di San Paolo, Cr Torino, Cr Cuneo, Cariparo, Mps e Con il Sud) insieme a Enel Cuore e Fondazione Peppino Vismara hanno avviato il programma “Never Alone, per un domani possibile”. All’interno di questo programma ora è stato lanciato il bando 2018 “Verso l’autonomia di vita dei minori e giovani stranieri che arrivano in Italia soli”, il cui obiettivo è promuovere interventi di accompagnamento all’autonomia lavorativa e di vita di ragazze e ragazzi stranieri soli. Ovvero progetti che accompagnino i giovani nella delicata fase di transizione tra la minore e la maggiore età, con l’avvio di percorsi finalizzati al raggiungimento e al mantenimento di un’autonomia lavorativa e di vita, sempre mettendo al centro le necessità, le potenzialità e le aspirazioni del giovane migrante. L’inserimento nel mondo del lavoro può costituire infatti un motore simbolico e materiale di integrazione nelle comunità in cui i giovani migranti si trovano a vivere.

 

Per le risorse del bando, che intende operare in maniera complementare e sussidiaria rispetto ai numerosi interventi già previsti sul territorio, possono competere solo partenariati pubblicoprivati composti da almeno tre soggetti senza scopo di lucro aventi una comprovata esperienza in materia di accoglienza e inclusione di minori o di migranti e richiedenti asilo. Le candidature devono pervenire entro le ore 17 del 7 settembre 2018, secondo le modalità indicate sul sito https://minoristranieri-neveralone.it. Informazioni e chiarimenti possono essere richiesti a infobandoMSNA@fondazionecariplo.it.

 

Questa l’iniziativa nazionale. Nel frattempo Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Fondazione il Cuore si scioglie onlus, con il patrocinio del Comune di Firenze, hanno lanciato il bando “Nessuno Escluso”, che ha l’obiettivo di potenziare e innovare il sistema di presa in carico dei minori italiani e dei minori stranieri non accompagnati che vivono nella Città metropolitana di Firenze, con attenzione alle loro fragilità, attraverso progetti mirati all’inclusione sociale e all’autonomia della persona. Il bando ha un budget complessivo di 400mila euro e finanzia (fino a un massimo di 50mila euro ciascuna) proposte progettuali che puntano sull’espressione creativa e sull’educazione alla cittadinanza. Saranno privilegiati i progetti che si propongono il potenziamento della lingua italiana, l’alfabetizzazione informatica e l’educazione civica, pur spaziando in diversi ambiti: dall’arte allo sport, dall’ambiente alle nuove tecnologie. La valutazione delle proposte pervenute è tuttora in corso. «Questo bando ha una duplice valenza per la Fondazione Cr Firenze – sottolinea Gabriele Gori, direttore della Fondazione –. Da una parte, affronta il tema del sostegno ai minori non accompagnati attraverso forme di educazione innovativa sussidiarie all’intervento istituzionale; dall’altra, ci pone il tema dei giovani che hanno bisogno di buone pratiche di cittadinanza attiva per poter crescere all’interno della società».



"Fondazioni" maggio-giugno 2018

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