Alla scoperta di una “Terra autentica”

4 luglio 2018

arte e cultura

Lo slogan che accompagna il nome della Fondazione Pescarabruzzo è “condividere innovando”. E un’iniziativa innovativa senz’altro ampiamente condivisa dalle principali realtà del territorio, amministrative, del volontariato e del terzo settore, è “Terra autentica”, un progetto turistico integrato, nato con il sostegno della Fondazione per tutelare, raccontare e preservare il patrimonio di bellezza, la storia e l’identità di un’area dell’entroterra pescarese che tocca 21 Comuni posizionati sui primi rilievi dell’Appennino abruzzese e sulla fascia collinare (Brittoli, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Catignano, Civitaquana, Civitella Casanova, Corvara, Cugnoli, Farindola, Montebello di Bertona, Nocciano, Penne, Pietranico, Rosciano, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Scafa, Sarramonacesca, Tocco da Casauria, Torre de’Passeri, Turrivalignani, Villa Celiera). Oggi queste realtà, ricche di arte e di tradizioni, si sono aggregate insieme per poter essere più facilmente individuate e focalizzate quali tappe di svariate rotte di viaggio, che vanno dalle passeggiate in mountain bike alle escursioni a piedi, dai percorsi alla scoperta di antiche abbazie a quelli per ritrovare colori, profumi e sapori spesso accolti nella cornice di scorci naturali davvero capaci di sorprendere. «Le strade raccontate da “Terra autentica”– ricorda Nicola Mattoscio della Fondazione Pescarabruzzo – parlano delle cime dominate da fortezze di antiche popolazioni italiche, di rocche altomedievali, di pittori cinquecenteschi, di vecchi casati e tradizioni agro-pastorali: un microcosmo ricchissimo, che merita l’attenzione del viaggiatore». Quello di immettere le aree interne del pescarese in mercati turistici di qualità è l’obiettivo esplicito delle amministrazioni locali, le pro-loco e le associazioni che hanno partecipato al progetto, unendo le forze e superando divisioni partitiche e ideologiche. «Questo progetto – affermano congiuntamente nell’introduzione alla guida che lo illustra nel dettaglio – è finalizzato alla creazione di generali condizioni ambientali vantaggiose, tali da consentire agli abitanti di continuare a vivere nei loro paesi d’origine, sulle loro montagne e colline, conservando le loro radici con rinnovato orgoglio e senso di appartenenza, salvaguardando un inestimabile patrimonio paesaggistico, agronomico, culturale e antropologico, necessario non solo all’identità delle singole comunità, ma di tutta la regione».

"Fondazioni" maggio-giugno 2018

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