Una nuova cultura dell’abitare

23 febbraio 2018

territori

Non si può parlare di rigenerazione urbana senza partire dall’housing sociale. Si tratta di un campo in cui le Fondazioni di origine bancaria sono state pioniere, prima fra le altre Fondazione Cariplo. A partire dal 2004 ha cominciato a sperimentare una formula per offrire alloggi in locazione a canoni ridotti del 40-50% a giovani coppie, studenti, lavoratori con redditi bassi, immigrati regolari, famiglie monogenitoriali, anziani. Ovvero a quelle categorie sociali che non rientrano nei parametri per l’assegnazione di case popolari, ma che non sono nemmeno in grado di accedere a un’abitazione a prezzi di mercato. Questa sperimentazione è alla base del piano nazionale di edilizia sociale varato dal Governo nel 2009. Tramite fondi di investimento locali sostenuti dalle Fondazioni e dal fondo nazionale Fia (Fondo Investimenti per l’Abitare) emanato da Cdp Investimenti Sgr, società partecipata al 70% da Cdp Spa e al 15% ciascuna da Acri e Abi, fino a oggi sono stati realizzati circa un quarto dei 20mila alloggi complessivi previsti dal piano. Al di là dei numeri è il modello abitativo di questi interventi che ha rivoluzionato il modo di concepire l’abitare e di pensare alle periferie. Nei condomini di social housing, oltre agli alloggi ci sono infrastrutture condominiali, spazi per orticultura, ricreativi, culturali e servizi dedicati ai giovani e alle famiglie. Inoltre gli inquilini sono coinvolti in percorsi che li portano alla gestione delle aree condivise e dei servizi collaborativi che scelgono di sviluppare (doposcuola per i bambini, orti, bikesharing, carsharing, ecc). Si tratta di un modello originale e innovativo che sta suscitando interesse anche all’estero. Non a caso il Parlamento Europeo nel giugno scorso ha invitato i vertici di Fondazione Cariplo e di Fondazione Housing sociale a illustrare la formula dell’housing sociale sperimentata in Lombardia. La prima esperienza di questo tipo è stata il sostegno alla realizzazione del Villaggio Barona, seguita dalla definizione e implementazione di un piano particolarmente ampio, che ha portato a realizzare fino a oggi oltre mille appartamenti, suddivisi in cinque grandi progetti: Borgo Sostenibile e Cenni di Cambiamento (in foto), entrambi nella Periferia Ovest di Milano; Via Padova 36, condominio in una delle zone più multietniche del capoluogo lombardo; Abit@giovani, progetto di housing diffuso in tutte le nove zone della città, riservato agli under 35; Casa Crema +, realizzato a Crema in località Sabbioni.

Molto attiva su questo fronte è anche Compagnia di San Paolo, che da undici anni porta avanti il suo Programma Housing. Coniugando gli aspetti architettonici e urbanistici con quelli sociali ed economico-finanziari, il Programma ha contribuito alla nascita e alla diffusione di una nuova cultura dell’abitare, fatta di partecipazione, socialità, sostenibilità ambientale, solidarietà intergenerazionale. Esso sperimenta, infatti, nuovi modelli di housing sociale: dalle Residenze temporanee nei quartieri torinesi di Porta Palazzo e di San Salvario, con il risanamento architettonico di due immobili e il recupero urbanistico delle aree circostanti, al Condominio Solidale di via Gessi, che prevede il co-housing tra persone anziane e madri con figli minori o persone sole inserite in percorsi di autonomia sociale. Ci sono poi “StessoPiano”, un servizio di intermediazione immobiliare sociale rivolto ai giovani in cerca di spazi in coabitazione, con locazione di appartamenti privati a condizioni particolarmente favorevoli; e “CiVediamo”, progetto che favorisce la permanenza delle persone anziane presso la propria abitazione. Per finire c’è “Coabitazione Giovanile Solidale”, che coinvolge giovani volontari per lo svolgimento di un vero e proprio “portierato sociale”; né manca il sostegno a progetti di housing sociale sviluppati da soggetti terzi, attraverso un apposito bando di erogazione e la partecipazione al capitale di due fondi a rendimento etico: Fondo Abitare Sostenibile Piemonte e Fondo Housing Sociale Liguria.

Quelli citati sono soltanto due esempi di intervento delle Fondazioni di origine bancaria nel campo dell’housing sociale, ma esperienze analoghe ci sono in tutta la Penisola, dal Veneto all’Emilia Romagna, dalla Toscana alle Marche e all’Abruzzo. Una mappatura completa e aggiornata si può consultare sul sito www.housing-sociale.it.

"Fondazioni" gennaio-febbraio 2018

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