Funder35 premia 62 imprese culturali giovanili non profit

23 febbraio 2018

arte e cultura

Con la premiazione di 62 imprese culturali giovanili non profit, il 17 gennaio scorso a Roma, nelle sale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, si è conclusa la sesta edizione del bando Funder35, sostenuto da 18 Fondazioni associate ad Acri, con l’obiettivo di sostenere imprese non profit, attive da almeno un biennio e con una prevalenza di occupati di età inferiore ai 35 anni, al fine di accompagnarle dal punto di vista gestionale e organizzativo con risorse e attività di formazione e diffusione di best practice, che le aiutino ad acquisire un respiro di lungo periodo. L’Italia è, infatti, ricchissima di iniziative culturali, ma lo stato attuale delle imprese giovanili che operano in questo campo è caratterizzato da una forte fragilità strutturale e operativa e dalla dipendenza da finanziatori pubblici e privati, tant’è che nella maggior parte dei casi la loro esistenza è intimamente legata al ciclo di vita dei progetti per i quali ricevono occasionali finanziamenti, che di rado innescano processi capaci di garantire un’attività più consolidata e costante. «Con Funder35 il nostro obiettivo – ha dichiarato Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri, in occasione della premiazione – è quello di diffondere “la cultura della buona gestione”, perché riteniamo che l’efficienza gestionale e l’adozione di buone prassi organizzative possano aiutare gli operatori a consolidarsi e a rafforzarsi. Si tratta di coniugare educazione, formazione e produzione culturale, coltivando e valorizzando la creatività, stimolando al contempo l’attenzione all’efficienza e all’efficacia gestionali».

Funder35 favorirà l’implementazione di azioni mirate al consolidamento/valorizzazione della struttura organizzativa (come ad esempio iniziative di qualificazione del personale non artistico e dei servizi interni tramite percorsi di formazione e innesto di competenze manageriali) e al rinnovamento delle modalità e degli strumenti di produzione (funzionali al rafforzamento, all’estensione, alla differenziazione dell’offerta quando non addirittura alla riconversione delle attività, attraverso start up di nuove iniziative), ma anche l’attivazione di collaborazioni stabili (ad esempio attraverso il meccanismo della residenza artistica) e di aggregazioni/fusioni con altri soggetti del settore, nella prospettiva di realizzare economie di scopo e di scala. I soggetti beneficiari, come già i vincitori delle precedenti edizioni, collaboreranno tra loro per lo sviluppo di una comunità di pratica, al fine di condividere sia le competenze proprie delle singole organizzazioni, sia le numerose esperienze acquisite durante lo svolgimento dei progetti, nonché affrontare e approfondire temi di comune interesse, quali gli aspetti finanziari dell’impresa non profit e le strategie di fundraising e di accountability per i soggetti senza scopo di lucro. Anche in questa edizione, inoltre, al fine di valorizzare l’attività di supporto alle imprese selezionate, sono in programma giornate di formazione in cui sarà possibile approfondire alcuni dei nodi critici relativi alla progettazione culturale, allo sviluppo e alla gestione dell’organizzazione.

Il 2018 è l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. È un contesto nel quale il nostro Paese può avere molto da dire. Quella della cultura e dell’arte è, infatti, un’Italia da record e la cultura è uno dei motori trainanti della nostra economia, uno dei fattori che più alimentano la qualità e la competitività del made in Italy. Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo, fatto da imprese, pubblica amministrazione e non profit, come segnala il Rapporto Symbola del giugno scorso, genera 89,9 miliardi di euro e attiva altri settori dell’economia, arrivando a muovere nell’insieme, compresi cioè quei comparti che come il turismo beneficiano della cultura e della creatività, ben 250 miliardi, equivalenti al 16,7% del valore aggiunto nazionale. È poi un Sistema che dà lavoro a 1,5 milioni di persone, pari al 6% del totale degli occupati in Italia, in crescita di quasi 22mila unità rispetto al 2015. I giovani coinvolti da Funder35 in sei anni, dal 2012 al 2017, sono centinaia e le imprese che hanno ricevuto un sostegno sono state 223, per un importo complessivo di 10 milioni e mezzo di euro.


Nata nel 2012 nell’ambito dell’attività della Commissione per le Attività e i Beni culturali di Acri, presieduta da Marco Cammelli, sulla scorta di esperienze di singole Fondazioni volte a sostenere il perseguimento di livelli più elevati di autonomia economico-finanziaria e il rafforzamento delle capacità gestionali delle imprese culturali, Funder35 intende incentivare un numero limitato di soggetti che, oltre a distinguersi per la qualità dell’offerta culturale e per una corretta politica del lavoro, si prefiggano chiari obiettivi di sostenibilità economica tramite specifici progetti di miglioramento. «In questi sei anni l’iniziativa è cresciuta molto e ha “fatto scuola” su un tema importante come lo sviluppo e il consolidamento delle imprese culturali giovanili, che operano spesso in un mercato incerto e non facile – ha dichiarato Marco Cammelli (foto sopra) anch’egli presente all’incontro –. Funder35 ha proposto un intervento di sistema, grazie all’impegno di 18 fondazioni di erogazione, coprendo quasi tutto il territorio nazionale e permettendo a centinaia di organizzazioni di innovare e crescere. Ha offerto loro un percorso, con un sostegno economico, un progetto formativo e una serie di opportunità concrete. Un approccio nuovo e lungimirante che ha contribuito, insieme ad altri, al dibattito sull’impresa culturale e che trova un riconoscimento, in particolare per gli aspetti fiscali, nella legge di bilancio 2018 (art.1 comma 57 legge 205/2017)».

Le 62 organizzazioni selezionate quest’anno da Funder35 sono 10 in Lombardia (province di Milano, Cremona, Bergamo, Brescia, Sondrio, Pavia); 8 in Piemonte (province di Asti e Torino), 7 in Veneto (province di Padova, Belluno, Vicenza, Verona), 7 in Emilia Romagna (province di Bologna, Parma, Modena), 7 in Puglia (province di Lecce, Bari, Brindisi), 5 in Campania (province di Napoli, Caserta, Avellino), 5 in Toscana (province di Firenze, Livorno, Lucca), 3 in Sardegna (province di Cagliari e Sud Sardegna), 3 in Sicilia (provincia di Palermo), 2 in Calabria (province di Cosenza e Reggio Calabria), 2 in Friuli Venezia Giulia (provincia di Udine), 1 in Valle d’Aosta (provincia di Aosta), 1 in Molise (provincia di Campobasso), 1 in Basilicata (provincia di Potenza). A queste, si aggiungono 8 imprese meritevoli di accompagnamento: 3 in Puglia, 2 in Campania e Friuli Venezia Giulia, 1 in Emilia Romagna.

Le realtà sostenute sono attive in diversi settori culturali: arte, cinema, musica, danza, cultura circense, teatro. I progetti selezionati comprendono la realizzazione di una serie di attività, tra cui: festival teatrali e di cortometraggi, incubatori per offrire servizi ad artisti emergenti, iniziative di promozione della cultura enogastronomica, tour turistici alternativi, campagne di comunicazione internazionali, residenze per artisti, rinnovamento dell’offerta culturale con assunzione di personale qualificato, eventi, visite guidate e molto altro ancora. In costante connessione con le dinamiche sociali ed economiche dei loro territori, le Fondazioni di origine bancaria cercano di dare una risposta adeguata alla varietà e complessità delle esigenze delle comunità, privilegiando logiche multidisciplinari, con una scelta di “trasversalità” degli interventi tesa a premiare iniziative riconducibili a più ambiti operativi, dal sociale all’istruzione, alla formazione di eccellenza fino allo sviluppo locale del territorio. In tal senso trovano spazio interventi a sostegno di svariate forme di espressione culturale e artistica, in stretta correlazione con la crescita anche civile e occupazionale, e in armonia con le propensioni creative e le tendenze culturali delle nuove generazioni, quale il caso, appunto, di Funder35.

Concludendo il suo intervento in occasione della premiazione, Guzzetti ha sottolineato le grandi valenze positive in termini di coesione sociale e di costruzione dell’identità dell’Unione che può avere un’adeguata celebrazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e il ruolo che in questo quadro possono avere le imprese culturali giovanili. «La curiosità per la storia, le tradizioni, le specificità culturali proprie e dell’altro creano senso di appartenenza – ha detto –. L’accoglienza delle diversità come opportunità di confronto ma anche e soprattutto di ricerca e di definizione di valori comuni, quali la democrazia, la tolleranza, la tutela delle bellezze artistiche, della natura e del paesaggio, propri della civiltà europea, mi auguro potranno essere opportunamente riscoperti e riproposti. Sono certo che le imprese che abbiamo premiato con Funder35 avranno un ruolo attivo in questo scenario».



"Fondazioni" gennaio-febbraio 2018

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