L’informatica a Prato si mette al servizio dell’oncologia

11 dicembre 2017

sanità

Nasce all’ospedale Santo Stefano di Prato la prima unità di bioinformatica oncologica della Toscana per sostenere la ricerca medica e aiutare i pazienti oncologici. La struttura, che sarà pienamente operativa entro l’anno, viene realizzata grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la collaborazione della Fondazione ‘Sandro Pitigliani per la lotta contro i tumori’ di Prato. La bioinformatica è una disciplina innovativa, finalizzata alla risoluzione di problemi in ambito medico con metodi informatici ed è attualmente in forte crescita. In tutta Italia vi sono solo poche centinaia di iscritti alla Società italiana di bioinformatica, a fronte di un fabbisogno stimato di personale per il prossimo quinquennio di oltre 2mila unità. Proprio per colmare una tale lacuna e contribuire ulteriormente ad accrescere le potenzialità dell’oncologia dell’Ospedale di Prato, già eccellenza a livello nazionale, è nata questa sinergia fra soggetto pubblico e fondazioni private al fine di fornire ai malati e ai loro cari un supporto valido ed efficace nella lotta contro le neoplasie. Per l’attuazione del progetto è previsto un finanziamento complessivo di 300mila euro (una parte viene erogata il prossimo anno), finalizzato all’acquisto di un sequenziatore in grado di tracciare le informazioni biomolecolari dei tumori, di una piattaforma di ultima generazione per lo studio del genoma di singola cellula, di un server per l’analisi e l’archiviazione dei dati. Verranno anche conferite tre borse di studio finalizzate all’acquisizione delle capacità nell’utilizzo della nuova strumentazione e delle tecniche bioinformatiche.

"Fondazioni" novembre-dicembre 2017

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