Trent’anni di teatro in carcere

26 settembre 2017

welfare

Nel 2012 il Leone d’oro del Festival del Cinema di Berlino venne assegnato al film “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani. Come noto, la pellicola racconta la rappresentazione del “Giulio Cesare” di Shakespeare affidata ad alcuni detenuti della sezione Alta Sicurezza di Rebibbia. Il film ha contribuito ad accendere un faro sull’attività dei laboratori teatrali nelle carceri italiane. C’è un luogo dove un’esperienza di questo tipo va avanti da trent’anni, tanto da essere diventata ormai un modello a livello internazionale: è la Casa di Reclusione di Volterra. Qui nel 1988 il regista e drammaturgo Armando Punzo, attraverso la sua associazione culturale Carte Blanche, diede vita alla Compagnia della Fortezza, composta quasi esclusivamente da detenuti. Quest’iniziativa innovativa è stata possibile grazie all’appoggio convinto dell’allora direttore del carcere Renzo Graziani e al sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra. La Compagnia della Fortezza organizza quotidianamente laboratori di teatro per i detenuti. E così riesce a produrre un nuovo spettacolo ogni anno, che viene presentato in estate all’interno del carcere durante il Festival VolterraTeatro ed è portato in tournée nei maggiori teatri italiani e nei festival di tutta la Penisola. Ovunque la critica e il pubblico hanno riconosciuto la qualità degli spettacoli e hanno sancito il successo di quella che è stata una vera e propria rivoluzione che ha trasformato il carcere da “istituto di pena” in “istituto di cultura”. Questa rivoluzione ha contribuito a migliorare la qualità della vita di tutti all’interno del penitenziario. Trent’anni fa, infatti, il carcere di Volterra era considerato uno dei più duri e punitivi d’Italia. Il teatro è riuscito a conquistare la fiducia degli agenti di polizia penitenziaria e dei detenuti, che hanno siglato una sorta di patto non scritto per cambiare le sorti dell’istituto. Grazie alla Compagnia della Fortezza, a Volterra i rapporti tra detenuti e agenti non sono mai tesi e sono sempre orientati al rispetto della persona. Così il carcere riesce a promuovere il reintegro del detenuto nella società e il tasso di recidiva tra gli ex detenuti è calato sensibilmente. Adesso la sfida a cui stanno lavorando nella Casa di Reclusione di Volterra è dare vita al primo Teatro Stabile in Carcere al mondo: ovvero trasformare in una vera sala teatrale permanente gli angusti spazi che fino a oggi hanno ospitato le attività della Compagnia (alcune ex celle, un corridoio e alcuni cortili esterni).

Il racconto dell’esperienza della Compagnia della Fortezza è stato al centro di un convegno dal titolo “Il sipario oltre la grata”, organizzato a giugno nella città toscana dalla locale Fondazione e dalla Commissione per i Beni e le Attività culturali di Acri. All’incontro sono intervenuti rappresentanti del Carcere di Volterra, dell’associazione Carte Blanche e del mondo delle Fondazioni di origine bancaria attive nel campo delle attività culturali nelle carceri.

"Fondazioni" settembre-ottobre 2017

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