Nei condomini popolari rinasce la comunità

26 settembre 2017

welfare

Nei condomini popolari fiorentini sta per arrivare l’“assistente di condominio” per combattere la solitudine e, soprattutto, per rispondere ai bisogni degli anziani con minori mezzi e con problemi di fragilità. Si tratta di un pacchetto di servizi indispensabili (dalla spesa a domicilio al servizio infermieristico, dalla pulizia della casa all’accompagnamento della persona, dalla fisioterapia di gruppo allo svolgimento di commissioni particolari) compresi all’interno del progetto “Assistenza domiciliare condivisa”, messo a punto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla cooperativa sociale Il Girasole, specializzata nei servizi di cura, e sostenuto dall’Assessorato al Welfare del Comune di Firenze. Il primo palazzo dove la nuova figura sarà sperimentata è quello di via Dorso Manni Gelli nel quartiere 2, il più grande condominio popolare della Toscana, dove abitano 45 ultra 70enni e dove i residenti hanno a disposizione una stanza in autogestione per gli incontri. Sarà il Comune a valutare i condomini popolari di sua proprietà nei quali si svolgerà il servizio, che viene offerto gratuitamente da un team di operatori specializzati della Cooperativa. La sperimentazione durerà circa un anno e interesserà una sessantina di persone. La costante crescita della popolazione over 65 è tale da posizionare la Toscana al terzo posto tra le regioni più anziane del Paese, con circa un quarto di residenti anziani. Una tendenza destinata ad aumentare nel prossimo futuro e che, a fronte dell’assottigliamento delle reti famigliari, va a pesare sempre più sull’indice di pressione dei grandi anziani (over 84) rispetto ai potenziali caregiver (50- 74enni). In aumento è anche il numero di anziani soli: sono 396mila contro 233mila che vivono in famiglia. La solitudine abitativa, se da una parte indica autonomia fisica ed economica, dall’altra costituisce un fattore di rischio per l’aggravamento delle condizioni di salute e per l’isolamento fisico e relazionale. Unita ad altre condizioni di disagio, essa determina uno dei quadri tipici dello scivolamento nel rischio della non autosufficienza.

"Fondazioni" settembre-ottobre 2017

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