Mestre, una città che cambia

1 marzo 2017

territori

Mestre si guarda allo specchio, lasciandosi giudicare dall’occhio attento dei suoi cittadini. Nelle scorse settimane 25 manifesti che ritraggono alcune tra le principali trasformazioni del profilo urbano di Mestre sono apparsi negli angoli e nelle strade della città, dando vita a una mostra a cielo aperto. L’iniziativa è stata ideata, curata e realizzata dalla Fondazione di Venezia, con lo scopo di incoraggiare i cittadini a riconoscere le nuove proposte e i nuovi progetti che hanno interessato e stanno interessando lo sviluppo urbano di Mestre, superando il cliché di città “dormitorio” o città di “passaggio” verso Venezia e offrendo una lettura innovativa del tessuto urbano. Gli scatti sono realizzati da Alessandra Chemollo, nota fotografa veneziana da lungo tempo dedita a ritrarre architetture, e sono accompagnati dallo slogan “Mestre, una città che cambia”. A ogni manifesto sono associati il volto e le parole dei mestrini, che si soffermano sui principali cambiamenti urbani o sull’evoluzione dei luoghi della memoria della città.

«Far maturare una nuova immagine della Terraferma veneziana è uno dei temi centrali della missione della Fondazione e siamo impegnati a sostenere il lavoro delle pubbliche amministrazioni e le idee dei cittadini che sono orientate in questa direzione – dichiara Giampietro Brunello, presidente della Fondazione di Venezia –. Mestre è una città che ha un grande potenziale di sviluppo. Dobbiamo solo acquisirne consapevolezza e valorizzare, con lungimiranza, quanto di unico questa città è in grado di dare».

La Fondazione di Venezia a Mestre sta realizzando M9, il primo spazio interamente dedicato alla storia del Novecento italiano, che è anche un ambizioso progetto di rigenerazione e rivitalizzazione degli spazi urbani.

"Fondazioni" marzo-aprile 2017

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