Memoria e appartenenza. Arte sacra all’Aquila tra il XV e il XIX secolo

24 gennaio 2017

arte e cultura

Grande successo di pubblico sta riscuotendo la mostra organizzata dalla Fondazione Carispaq dal titolo “Memoria e appartenenza. Arte sacra all’Aquila tra il XV e il XIX secolo nella collezione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila - Bper Banca”. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Carispaq in collaborazione con Bper Banca, presenta un’accurata selezione delle opere della collezione Cassa di Risparmio che, per la prima volta, vengono esposte al pubblico con l’intento di far conoscere il ricco patrimonio d’arte e cultura raccolto nei suoi centocinquanta anni di storia. Un patrimonio che la Fondazione intende valorizzare promuovendo anche altre importanti iniziative come questa appena presentata.

«È una raccolta di primo piano nel panorama del collezionismo privato abruzzese – dichiara il presidente della Fondazione Carispaq Marco Fanfani – strettamente connessa con il territorio e la sua storia; per questo motivo la Fondazione intende valorizzare questo importante e prezioso corpus di capolavori anche nella prospettiva della riapertura della nostra sede storica, Palazzo dei Combattenti in piazza della fontana Luminosa, dove è prevista la realizzazione di una sala espositiva permanente unitamente ad un auditorium».

La mostra, curata dalla giornalista e storica dell’arte Angela Ciano, propone quattordici opere (dodici dipinti, un disegno ed una scultura) che ripercorrono quattro secoli di storia dell’Aquila e del suo territorio. Nella selezione di capolavori esposti si ricompone la vicenda di una città in un percorso cronologico che ricuce fatti e personaggi di una storia lunga e preziosa che, attraverso le stesse opere d’arte esposte, diventa memoria condivisa. Tra gli artisti presenti in mostra ci sono nomi di primo piano: Saturnino Gatti, Giovanni da Lucoli, Maestro dei Polittici Crivelleschi, Cola dell’Amatrice che, con le loro opere, hanno contribuito alla grande stagione di potere e splendore dell’Aquila.

Gli anni tra la seconda metà del XIV secolo e i primi decenni del XV infatti sono quelli in cui si sviluppò la cosiddetta “scuola aquilana”, uno dei momenti più alti del Rinascimento Abruzzese. Ne sono una testimonianza alcuni capolavori come la Madonna col Bambino di Saturnino Gatti, che rappresenta il periodo fiorentino passato presso la bottega del Verrocchio oppure il grande Polittico del Maestro dei Polittici Crivelleschi.

L’immagine guida dell’esposizione è rappresentata dalla “Madonna in trono con Bambino tra i santi Pietro, Gennaro e Francesco d’Assisi”, dipinto su tavola di Nicola Filotesio detto Cola dell’Amatrice ma in mostra si incontrano anche Luca Giordano, Mattia Preti, Francesco Solimena, Francesco De Mura, Vincenzo Damini e Teofilo Patini che ci raccontano una storia fatta di dominazione e impoverimento, di terremoti e rinascite durante la quale le famiglie gentilizie aquilane hanno dato impulso al fenomeno del collezionismo che ha portato nel tempo in città nomi di risonanza internazionale.

La mostra, infine, espone un bozzetto di Teofilo Patini riguardante la grande pala d’Altare, San Carlo Borromeo che visita gli appestati; situato originariamente nella Cattedrale dell’Aquila e distrutto dal terremoto del 2009. Una testimonianza questa che funge da incitamento alla rinascita di questa città e di tutte le altre che hanno vissuto le stessa tragica esperienza.


Link: www.fondazionecarispaq.it

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