Never Alone: un futuro possibile per i minori stranieri non accompagnati

15 aprile 2016

welfare

Negli ultimi anni e a partire dalle crisi mediorientali e nordafricane del 2011 il consistente flusso di arrivi non programmati via mare ha accresciuto il numero di bambini e giovani migranti che hanno affrontato il viaggio per l’Italia con i genitori o da soli. Un’approfondita ricognizione dei dati disponibili, curata dalla Fondazione Ismu-Iniziative e Studi sulla Multietnicità, ha fatto il punto sul tema, tracciando lo scenario sul quale verrà implementato “Never Alone”, il bando lanciato il 30 marzo scorso da otto Fondazioni, con il patrocinio dell’Acri, dedicato ai minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia.

Secondo i dati diffusi dall’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, su 154mila migranti sbarcati sulle nostre coste nel 2015 oltre 16mila erano minori e di questi ben 12.360 risultavano non accompagnati, pari all’8% del totale arrivi. Per tutti loro vige la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo siglata a New York nel 1989, che garantisce accoglienza e tutela adeguate. Sicché l’impegno dell’Italia è ospitarli in strutture idonee. Peraltro i dati del nostro Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che a fine 2015 registrava una presenza di minori non accompagnati sul nostro territorio pari a 11.921 giovani (di cui poco più di un terzo ospitato in Sicilia, a cui seguono Calabria e Puglia con oltre 1.100 minori presenti per ciascuna delle due), rivelano che il numero di minori che si allontanano dalle strutture di accoglienza, rendendosi irreperibili, è particolarmente significativo: lo scorso anno sono stati 6.135. Per alcuni di loro si teme siano caduti nelle mani di organizzazioni criminali di trafficanti, mentre molti altri potrebbero aver raggiunto i famigliari in altri paesi europei. Sempre i dati del Ministero del Lavoro evidenziano che l’81% dei minori accolti dal nostro Paese ha un’età tra i 16 e i 17 anni e che il principale paese di provenienza continua a essere l’Egitto (23%), seguito da Albania (12%), Eritrea e Gambia (10%). Spesso si tratta di ragazzi che intraprendono il viaggio in modo illegale ma con specifici progetti migratori, che fanno riferimento a reti parentali all’estero; da qui la loro fiducia nella possibilità di raggiungere le proprie mete di destinazione con i canali previsti dalle norme. Ma purtroppo non sempre è così.

Ai giovani migranti che sbarcano in Italia non accompagnati si aggiungono i minori non accompagnati in fuga da persecuzioni, torture o guerre, che accedono al percorso della protezione internazionale: nel 2015 in Italia sono state presentate 3.790 domande di protezione (dati Ministero dell’Interno), oltre il 50% in più rispetto alle 2.505 del 2014, anno a partire dal quale si è avuto un incremento significativo (erano 805 le domande presentate nel 2013). A richiedere la protezione internazionale in Italia sono soprattutto i giovani gambiani (oltre un terzo delle domande), seguiti dai minori del Senegal (12%), della Nigeria (12%) e del Bangladesh (10%). E l’Italia è al terzo posto in Europa per numero di domande presentate da minori non accompagnati: nel 2014, nei 28 Paesi membri, tali richieste hanno superato le 23mila unità (l’82% in più rispetto all’anno precedente), di cui la metà in Svezia e Germania (rispettivamente 7mila e 4.400) e il 10% in Italia.

In questo scenario si colloca l’iniziativa “Never Alone” delle Fondazioni (Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione con il Sud, Enel Cuore Onlus, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cariparo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena), dotata complessivamente di 4,5 milioni di euro di risorse, di cui 3,5 milioni per il bando relativo a idee progettuali in Italia, da proporre entro il 16 maggio 2016 (scaricabile all’indirizzo bit.ly/bandomsna), e il resto per iniziative all’estero. Essa si inserisce in un contesto d’azione europeo nel quale operano la Bertelsmann Stiftung (Germania), la King Baudoin Foundation (Belgio), la Bodossaki Foundation e la Stavros Niarchos Foundation (Grecia), la Oak Foundation (Svizzera), con l’accompagnamento e il supporto di Epim-European Programme for Integration and Migration, con interventi che toccheranno la Grecia, la Germania e il Belgio.


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“Never Alone” ha l’obiettivo di potenziare e innovare sul territorio italiano le modalità di presa in carico dei minori stranieri non accompagnati, favorendo l’orientamento a una crescente integrazione e autonomia dei minori, per garantire loro il pieno rispetto dei diritti sanciti dalla Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo e un’attenzione adeguata ai bisogni di ogni singolo minore. In particolare, le Fondazioni promotrici intendono sostenere, in ottica pluriennale, un numero limitato di progetti finalizzati a rafforzare sistemi multidimensionali di presa in carico dei minori stranieri non accompagnati, che sappiano garantire percorsi inclusivi efficaci e di lungo periodo. Le progettazioni dovranno investire principalmente su uno o più dei seguenti ambiti: definizione di percorsi di accompagnamento all’autonomia nel passaggio alla maggiore età; rafforzamento e diffusione della pratica dell’affido familiare; rafforzamento e diffusione del sistema dei tutori volontari; accoglienza delle ragazze. Verranno sostenuti e accompagnati progetti basati sulla collaborazione tra le organizzazioni del terzo settore e gli enti pubblici, in particolare gli Enti locali, impegnati in prima linea nella presa in carico dei minori stranieri non accompagnati in diversi ambiti: accoglienza, educazione, formazione, accompagnamento all’autonomia abitativa, supporto psicologico, sostegno legale. Saranno privilegiati gli interventi in grado di mobilitare e coinvolgere una pluralità di soggetti, pubblici e privati, anche in reti costruite su scala nazionale, in un’ottica di confronto e scambio di esperienze, di diffusione di buone pratiche e di accompagnamento dei minori dai luoghi di prima accoglienza a quelli di avvio dei percorsi di integrazione. I progetti dovranno prevedere modalità di intervento che tengano conto del piano migratorio del singolo minore, delle sue necessità e delle sue potenzialità, e che promuovano di conseguenza le migliori opportunità per una sua integrazione nelle comunità di riferimento.


A queste azioni sarà abbinata un’attività di advocacy nei confronti delle istituzioni sia nazionali che dell’Unione Europea, che tengano costantemente centrata l’attenzione su un tema tanto cruciale e problematico quanto strategico e ineludibile.

L’idea dell’intera iniziativa è nata in occasione dell’Assemblea Generale di Efc-European Foundation Centre, alla quale aderiscono anche 33 Fondazioni associate all’Acri, che si è svolta, ospite la Fondazione Cariplo, nel maggio scorso a Milano, con l’obiettivo di dare un aiuto concreto ai minori che arrivano in Europa al termine dei cosiddetti “viaggi della speranza”.

 

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"Fondazioni" marzo-aprile 2016


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