Il Servizio Civile chiama. I giovani rispondono

15 aprile 2016

welfare

La riforma del Terzo settore, che è ormai alla stretta finale, prevede che il Servizio Civile Nazionale sarà universale, accessibile per uomini e donne, sempre su base volontaria, riguarderà i giovani fra i 18 e i 28 anni e sarà aperto, oltre che agli italiani, ai ragazzi stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese. È, infatti, un’esperienza formativa e stimolante, a cui ambiscono in molti, ben più di coloro che riescono a realizzarla. Nel 2015 su 150mila domande lo Stato ha potuto soddisfarne soltanto un terzo, sostanzialmente per insufficiente disponibilità di fondi. Ma forse i privati qualcosa possono fare per dare un piccolo contributo.

Nel mondo delle Fondazioni di origine bancaria ha cominciato la Fondazione Monte dei Paschi di Siena, che il 16 marzo scorso ha firmato un protocollo d’intesa con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale per realizzare un progetto di Servizio Civile, nella provincia di Siena, che coinvolgerà quattro giovani volontari, grazie al finanziamento della Fondazione. Il presidente Giuseppe Guzzetti, presente alla cerimonia della firma del protocollo che si è svolta in Acri, ha segnalato il proprio apprezzamento per l’iniziativa.

«Tra le nostre Fondazioni – ha dichiarato – è diffusa la consapevolezza circa il positivo ruolo svolto dal Servizio Civile Nazionale nel sostenere i percorsi di crescita personale e civile dei tanti giovani che vi accedono. È, dunque, possibile, che altre Fondazioni imitino in futuro l’esempio della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L’auspicio è che questa iniziativa, nelle forme e nelle modalità ritenute più idonee da ciascuna Fondazione, possa trovare opportunità di diffusione nei territori».

«Siamo orgogliosi di essere la prima Fondazione di origine bancaria in Italia a sostenere un progetto a favore del Servizio Civile Nazionale – ha detto Marcello Clarich, presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena –. Il protocollo firmato oggi rappresenta un’attenzione specifica ai giovani, affinché possano maturare il proprio senso civico attraverso significative esperienze di cittadinanza attiva a servizio della comunità locale nell’ambito della progettualità culturale, del welfare e della sostenibilità ambientale».

Il Servizio Civile Nazionale opera nel rispetto dei principi della solidarietà, della partecipazione, dell’inclusione e dell’utilità sociale nei servizi resi, anche a vantaggio di un potenziamento dell’occupazione giovanile. Le aree del suo intervento sono riconducibili ai settori: ambiente, assistenza, educazione e promozione culturale, patrimonio artistico e culturale, protezione civile, servizio civile all’estero.

La legge 64 del 2001, con cui il Servizio Civile Nazionale è stato istituito, prevede che esso concorra, in alternativa al servizio militare obbligatorio, alla difesa della Patria con mezzi e attività non militari; favorisca la realizzazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale; promuova la solidarietà e la cooperazione, a livello nazionale e internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona e all’educazione alla pace fra i popoli; partecipi alla salvaguardia e tutela del patrimonio della Nazione, con particolare riguardo ai settori ambientale, storico-artistico, culturale e della protezione civile; contribuisca alla formazione civica, sociale, culturale e professionale dei giovani mediante attività svolte anche in enti e amministrazioni operanti all’estero.

«Il protocollo d’intesa firmato con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena rientra in una strategia complessiva che punta anche a diversificare sempre più le fonti di finanziamento del Servizio Civile Nazionale – ha dichiarato il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Bobba, che insieme a Clarich ha sottoscritto il protocollo –. L’obiettivo è ampliare il numero dei progetti e far sì che questi siano rispondenti alle reali esigenze degli enti proponenti e del contesto sociale di riferimento. Ciò permette di aumentare le occasioni per i giovani di essere inseriti in progetti di Servizio Civile, che rappresentano un momento di partecipazione alla vita della collettività, consentendo ai ragazzi di rendersi utili agli altri soprattutto alle fasce più deboli della società e contribuendo in questo modo allo sviluppo sociale, culturale ed economico del nostro Paese. Tale esperienza – ha continuato Bobba – rappresenta, inoltre, un momento di crescita personale, di formazione e di acquisizione di competenze utili al successivo inserimento nel mondo del lavoro. Sarà interessante effettuare l’analisi e la valutazione dei risultati di questo progetto con lo scopo di monitorare il grado di sviluppo delle competenze tecniche acquisite dai volontari, nonché osservare l’efficacia delle singole iniziative di Servizio Civile all’interno del tessuto sociale». 

 

da "Fondazioni" marzo-aprile 2016 

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