Fondazioni in campo per la prima infanzia

9 febbraio 2016

welfare

Molti sono gli esempi di iniziative delle Fondazioni associate all’Acri a favore dei bambini in situazioni di vulnerabilità: iniziative già in corso a livello dei singoli territori, o su panorami più ampi, e iniziative programmate per l’immediato futuro, che vanno ad aggiungersi a quelle che saranno realizzate nell’ambito del piano nazionale contro la povertà educativa varato dal Governo italiano con la Legge di Stabilità per il 2016.

Tra le Fondazioni più attive sul fronte dell’aiuto all’infanzia in difficoltà, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il Sud (con l’accompagnamento scientifico di Fondazione Zancan e in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo) hanno lanciato in questi giorni il bando “Infanzia, Prima”, che si propone di ampliare e qualificare le possibilità di accesso dei bambini ai servizi di educazione e cura.

In particolare guarda ai minori della fascia di età 0- 6 anni appartenenti a famiglie svantaggiate o ai bambini della stessa fascia che vivono in territori disagiati.

L’obiettivo è quello di aumentare la fruizione dei servizi attraverso soluzioni innovative, modulari e flessibili, che possano eventualmente rappresentare best practice di riferimento anche per territori diversi da quelli dove verranno sperimentati: alla base c’è, infatti, l’attivazione di specifici partenariati d’area.

Il bando consente a partenariati locali e a progetti esemplari di sperimentare soluzioni altamente innovative, che diano la possibilità di mettere a punto servizi e offerte potenzialmente rimodulabili su altri territori e siano capaci di generare meccanismi di partecipazione attiva dei soggetti coinvolti. Ciò contribuirebbe alla loro sostenibilità nel medio-lungo termine, garantendo così un impatto sociale effettivamente misurabile su bambini e famiglie dei territori interessati.

In Italia le politiche, i servizi e l’investimento a favore dei bambini della fascia 0-6 anni e delle loro famiglie conoscono da anni condizioni di forte scarsità di risorse economiche, di frammentarietà nella gestione dei servizi, di discontinuità delle offerte, di mancanza di raccordo tra i soggetti coinvolti, di bassa innovazione, sperimentazione e diffusione di nuove pratiche.

Tutto ciò in un contesto in cui i dati relativi alla povertà infantile, soprattutto in alcune zone del nostro Paese, continuano a dimostrare la necessità di un cambio di passo a tutti i livelli, nazionale e locale, di impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti, di individuazione di nuovi percorsi per costruire territori a misura di bambino. L’Istat stima che nel 2014 in Italia 4 milioni e 102 mila persone (il 6,8% dell’intera popolazione) erano in condizione di povertà assoluta.

Di queste, 1 milione e 45 mila erano minori, pari a 1 su 10 tra tutti i minorenni residenti. Per quanto riguarda la fruizione di servizi per bambini fino a 3 anni, l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei e dai valori di altri paesi avanzati. Da noi l’accesso ai servizi da parte di bambini di età 3-5 anni è piuttosto ampio, decisamente inferiore è invece la copertura dei servizi nella fascia di età più piccola, 0-2 anni.

Le Fondazioni promotrici di “Infanzia, Prima” mettono a disposizione un milione di euro per contribuire a diffondere la “cultura dello zerosei”. «La nostra attività filantropica è incardinata sulla attenzione ai più deboli – afferma Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo –. E chi sono i più deboli se non i bambini, che rappresentano il nostro futuro? Non ce ne rendiamo conto ma i bambini oggi in Italia sono a rischio, per l’avanzata delle nuove povertà; una povertà che non è solo economica, ma anche educativa, di fronte al dissesto e alle difficoltà delle famiglie. Per questo ci impegniamo in questa nuova iniziativa rivolta all’infanzia. Non sarà la sola, non è la prima e non sarà l’ultima».

“Infanzia, Prima” è rivolta a partenariati pubblico-privati rappresentativi dei territori di riferimento e composti da almeno tre soggetti pubblici e privati non profit che mettano a disposizione le proprie risorse, infrastrutture e competenze specifiche. Le idee progettuali relative alle sperimentazioni nel - l’ambito del bando devono essere presentate via mail al seguente indirizzo: bandoinfanziaprima@compagniadisanpaolo.it.

In una prima fase le fondazioni promotrici raccoglieranno idee relative a sperimentazioni innovative sui temi dell’educazione e della cura della prima infanzia, secondo le caratteristiche e i criteri indicati nel bando. Seguirà una seconda fase, che consentirà agli enti promotori delle idee selezionate di mettere a punto tutti i dettagli della sperimentazione che intendono proporre nell’ambito del bando.

Durante questa fase, ai promotori di ciascuna idea progettuale verrà assicurata, a opera della Fondazione Zancan, un’adeguata attività di accompagnamento, formazione e assistenza, al fine di sostenerli nell’elaborazione di un progetto completo e dettagliato. «“Infanzia, Prima” è un bell’esempio di come cinque diverse fondazioni italiane decidano di raccogliere risorse e competenze per sostenere innovatività su un tema fondamentale per il futuro del nostro Paese, come quello dell’infanzia in situazione di vulnerabilità – dichiara Luca Remmert, presidente della Compagnia di San Paolo –. Su questo intendiamo affrontare una sfida aperta al contributo dei territori e di tutte le istituzioni italiane: investire nell’infanzia è poter decidere il nostro domani». 

A loro si aggiunge Carlo Borgomeo, presidente della Fondazione con il Sud, che sottolinea: «La vera “questione” del Mezzogiorno riguarda essenzialmente più il divario di diritti di cittadinanza, servizi e condizioni di vita che il divario di Pil, di reddito. Siamo da vanti a politiche e investimenti assenti o inadeguati. Il dato più grave è quello che interessa i minori, e, dunque, il nostro futuro. In Calabria, ad esempio, quasi il 50% dei bambini è in povertà relativa. Soltanto il 2% da 0 a 2 anni è stato preso in carico dai servizi per l’infanzia, mentre in Emilia Romagna siamo al 27% e l’obiettivo Ue di Lisbona è fissato al 33%».

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