A teatro per capire il carcere

9 dicembre 2015

welfare

Attraverso “Progetto Libero - linee guida in ambito carcerario” la Compagnia di San Paolo, d’intesa con enti e autorità locali, sostiene e promuove da anni iniziative su temi carcerari che rispondano al principio che la pena inflitta a un detenuto non deve rappresentare soltanto una sanzione ma deve avere come obiettivo anche la riabilitazione.

Nell’ambito di questo progetto, tra il 2011 e il 2014 la Compagnia ha erogato circa 5,8 milioni di euro a sostegno di 136 progetti nelle carceri del Pie monte e dell’area genovese. Di questi il 48% riguarda iniziative di cultura, arte, spettacolo e per il miglioramento delle condizioni di vita all’interno del carcere.

La più recente è stata “Le altre facce della medaglia”, un evento teatrale di tre giorni, a cura della compagnia Teatro e Società, che si è svolto a Torino presso il teatro della Casa Circondariale Lorusso Cutugno. Tramite il linguaggio del teatro, si sono confrontati quelli che il carcere lo vivono quotidianamente e il pubblico dei cittadini.

Il canovaccio prevede un dialogo aperto dalle domande degli spettatori, scritte e raccolte prima dell’inizio di ogni serata, a cui un gruppo di detenuti risponde attraverso scene ideate con tecniche dell’improvvisazione teatrale, che presentano il loro punto di vista sul quesito. Pochi minuti, intensi e ricchi di significato, seguiti dal breve intervento di studiosi ed esperti del settore.

«Il teatro in carcere – spiega il regista Claudio Montagna – è il tramite per far emergere le “altre facce della medaglia”, mettendo a nudo luoghi comuni, ma fornendo anche strumenti per discutere con cognizione di causa di situazioni di cui spesso si parla soltanto per sentito dire».  

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