La frontiera della nanomedicina

1 settembre 2013

ricerca

Il termine “nanomedicina” identifica l’applicazionedi nanotecnologie in ambito medico, attraverso lo sviluppo di strutture, dispositivi e sistemi capaci di agire su dimensioni un milione di volte più piccole del millimetro. Le nanotecnologie si sono dimostrate promettenti per l’avanzamento della ricerca medica in ambiti quali lo sviluppo di strumenti diagnostici più efficaci, la somministrazione mirata dei farmaci, la biocompatibilità dei trapianti, l’ingegneria dei tessuti e la produzione di materiali biomimetici. Si tratta in altre parole della nuova frontiera della scienza medica. Su questo fronte si è attivata la Fondazione Cariverona che, con un’erogazione triennale di 3 milioni di euro complessivi, sostiene il progetto “Verona Nanomedicine Initiative” dell’Università degli Studi di Verona. Gli obiettivi sono due: favorire all’interno dell’università la formazione della comunità scientifica alla nanomedicina e dare vita a un network regionale di cooperazione per la ricerca in questo campo. Per fare questo Verona Nanomedicine Initiative raccoglie e coordina le competenze scientifiche di diversi gruppi di ricerca biomedica, fisica e chimica dell’Università di Verona, indirizzandole verso due ambiti: lo sviluppo e il potenziamento di piattaforme tecnologiche dedicate alla nanomedicina per la creazione di servizi rivolti alle imprese e ai centri di ricerca attivi nel settore e lo sviluppo di applicazioni precliniche e cliniche in nanomedicina.

da “Fondazioni” settembre-ottobre 2013

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