Baluardi della memoria

1 novembre 2013

arte e cultura

Conservare la memoria e tramandarla alle future generazioni: è da sempre questo il principale obiettivo di istituzioni culturali quali gli archivi e le biblioteche. La loro importanza viene spesso trascurata, quando, invece, esse svolgono una funzione imprescindibile, ma silenziosa, nella costruzione dell’identità di una nazione. Altrettanto importante è far sì che questi “depositi di conoscenza” siano vivi, accessibili e fruibili dagli studiosi e dai cittadini. Per tutelare e promuovere questo patrimonio negli ultimi dieci anni le Fondazioni di origine bancaria hanno erogato oltre 120 milioni di euro. Vediamo come, con alcuni esempi recenti. A Padova, la Fondazione Cariparo ha appena chiuso un bando di 1,2 milioni di euro per sostenere la ristrutturazione e riqualificazione di biblioteche e archivi storici, nonché interventi finalizzati a migliorare la conservazione e fruizione delle loro collezioni e ad acquistare arredi e attrezzature funzionali al potenziamento del servizio offerto. A Ravenna, la locale Fondazione ha recentemente restaurato alcuni spazi all’interno della Biblioteca Cassense, destinati a ospitare il Fondo Farini, una preziosa raccolta degli atti storici, civili e legislativi dal 1848 al 1899. La Fondazione ha inoltre finanziato il progetto catalografico per il riordino di tutto il materiale bibliografico del Fondo. A Treviso, nel 2003, la Fondazione Cassamarca ha avviato il progetto “Archivi Contemporanei di Storia Politica”, che ha l’obiettivo di raccogliere e conservare i fondi archivistici privati inerenti gli anni dalla seconda guerra mondiale a oggi, catalogandone i materiali e rendendoli accessibili alla comunità scientifica e agli studenti. L’archivio raccoglie oggi un migliaio di faldoni, provenienti dagli archivi di enti, associazioni, partiti politici, sindacati, cooperative e singoli cittadini illustri, oltre a circa 20mila volumi. L’elemento più originale dell’iniziativa è che per documentare la storia locale più recente l’Archivio ricorre alla “memoria orale”, ovvero coinvolge direttamente i protagonisti della vita politica trevigiana ancora viventi e li porta nelle scuole a incontrare i ragazzi. Ma non c’è solo la storia politica. A Fano, ad esempio, la locale Fondazione sta allestendo un piccolo archivio all’interno di Palazzo Bracci-Pagani, che è dedicato a un noto concittadino: l’attore teatrale e cinematografico Ruggero Ruggeri, uno dei maggiori attori italiani tra fine Ottocento e inizio Novecento, che legò la sua fama alle interpretazioni degli sfortunati personaggi protagonisti dei drammi di Pirandello. L’archivio raccoglie documenti, fotografie di scena e pubblicazioni di teatro e sarà aperto al pubblico dall’inizio del prossimo anno. Un ultimo sguardo, infine, all’Europa. A Torino, la Compagnia di San Paolo è tra i soggetti che hanno permesso la nascita della Biblioteca europea “Gianni Merlini”, la quale conta quasi 700mila volumi, con una sezione dedicata ai libri antichi e rari. La vasta mole dei testi proviene dall’integrazione dei patrimoni librari dell’Istituto Universitario di Studi Europei e della Fondazione Centro Studi sul Federalismo. La Biblioteca nasce per ottimizzarne la fruizione a beneficio della comunità scientifica e del pubblico, con l’obiettivo di diventare un riferimento nazionale sulle tematiche europee.

da “Fondazioni” novembre-dicembre 2013

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