3ª Giornata Europea delle Fondazioni, 1° ottobre 2015

 

La Giornata Europea delle Fondazioni è un evento che da 2013 coinvolge in tutta Europa centinaia di Fondazioni. L’iniziativa è stata ideata da Dafne (Donors and Foundations Networks in Europe), l’organizzazione che riunisce le associazioni di fondazioni del continente, ed è promossa in Italia da Acri e da Assifero, che a Dafne aderiscono. In tale giornata le fondazioni organizzano eventi per incontrare i propri diretti stakeholder, le organizzazioni del volontariato e del terzo settore, tutti i cittadini.

 

Quest’anno il tema ispiratore della Giornata è “Fondazioni: tener conto, dare conto”. L’obiettivo è quello di sottolineare da un lato l’importanza della vicinanza delle Fondazioni alle comunità di riferimento e l’ascolto delle loro istanze, al fine di indirizzare con efficacia i propri programmi di intervento, dall’altro quanto sia fondamentale che esse facciano conoscere ai propri stakeholder scelte, metodi e procedure delle erogazioni affinché questi ne diventino sempre più partecipi, in modo da essere anche opportunamente propositivi. Tali temi, tra l’altro, sono centrali sia nella Carta delle Fondazioni approvata da Acri nel 2012 sia nello stesso Protocollo Acri-Mef siglato nell’aprile scorso.

 

Seguono due brevi interventi sull’argomento a firma di Giorgio Righetti, Direttore generale dell’Acri, e di Carola Carazzone, Segretario generale di Assifero.

 

Tener conto, dare conto. Ascoltare, restituire. Due facce della stessa medaglia. La medaglia della responsabilità sociale nei confronti delle comunità che le Fondazioni di origine bancaria si pregiano di servire. Cosa altro è, infatti, se non un vero e proprio atto di responsabilità, ascoltare i bisogni dei territori di riferimento, coglierne le esigenze, identificarne le priorità? L’ascolto è la base fondante di un processo decisionale che consente di allocare, consapevolmente e responsabilmente, risorse limitate (finanziarie, umane e relazionali) all’interno di una gamma potenzialmente infinita di alternative. E questa capacità di ascolto non è innata, non viene per caso, ma è il risultato di una attenta e paziente costruzione di strutture di governance interne, di sistemi di relazioni con i soggetti rappresentativi del territorio, e di meccanismi attraverso i quali le relazioni si traducono in informazioni e conoscenza. “Ascoltare per deliberare”, verrebbe da dire parafrasando Luigi Einaudi. E cosa altro è, se non un vero e proprio atto di responsabilità, il restituire alle comunità che sono destinatarie dell’azione delle Fondazioni la conoscenza sul proprio operato? Non per un mero atto di ossequio nei confronti di un abusato principio di trasparenza, ma perché attraverso la restituzione si completa il circolo virtuoso che consolida il legame tra Fondazioni e comunità alimentando la fiducia che è la pietra d’angolo del capitale sociale. Ascoltare, restituire. Tener conto, dare conto.

Giorgio Righetti
Direttore Generale Acri

 

Di fronte alle complesse crisi economiche, ambientali, finanziarie e di sicurezza e a politiche costrette ad occuparsi dell’immediato e del contingente, le Fondazioni filantropiche, a livello globale, sono chiamate ad un impegno crescente e a un nuovo importante ruolo politico e sociale. In Italia, il vecchio sistema di welfare, basato sulla famiglia e sullo Stato, non è più sufficiente e la filantropia istituzionale viene guardata come se potesse rappresentare la panacea di tutti i problemi. È evidente il rischio di una deriva in cui si inseguono le emergenze e le emozioni, cercando di tamponare le falle di un sistema che non funziona. Seguire questa deriva sarebbe un non senso: le Fondazioni private non possono, infatti, sostituirsi al welfare pubblico sia per l’insufficiente capacità erogativa sia, soprattutto, per il ruolo che le contraddistingue. Prive di un mandato elettivo, politicamente e finanziariamente indipendenti, esse hanno una grande libertà strategica e una eccezionale flessibilità e agilità di azione; a fronte di questa, però, han - no la responsabilità sociale e l’obbligo morale di utilizzare le proprie risorse nel modo più efficace. Tener conto, dare conto è la strada maestra per perseguire l’efficacia dell’azione filantropica: è oggi fondamentale per sostenere processi partecipativi capaci di mettere la persona al centro di una rete in cui fondazioni, onlus, enti pubblici, corporate, associazioni, volontariato e semplici cittadini sono partner strategici di uno sviluppo collaborativo e inclusivo, generativo, efficace e sostenibile per il nostro Paese.

Carola Carazzone
Segretario Generale Assifero