Fiscalità Fondazioni

Il regime tributario delle Fondazioni di origine bancaria, soggetti privati senza fine di lucro, pur essendo riconducibile a quello previsto per gli enti non commerciali di cui all'art. 87 [73], comma 1, lettera c), del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, dallo stesso si discosta in senso negativo.

Come tutti gli enti non commerciali, le Fondazioni pagano l'imposta sui redditi (IRES); l'imposta sulle attività produttive (IRAP); l'imposta municipale sugli immobili (IMU); l'IVA, senza alcuna possibilità di recuperarla; le imposte locali. Inoltre, sui rendimenti derivanti dagli investimenti finanziari del loro patrimonio corrispondono allo Stato l'imposta sostitutiva del 26%.

Le Fondazioni non godono né hanno mai goduto di alcuna specifica agevolazione, anzi il loro regime iniziale è andato progressivamente peggiorando, differenziandosi da quello degli altri enti non commerciali.

In primo luogo, è stato modificato il trattamento fiscale relativo ai redditi percepiti in quanto, con l'emanazione del D.L. n. 168/04, convertito nella legge n. 191/04, è stata eliminata la riduzione dell'aliquota IRES al 50 per cento(1), creando un primo vulnus alla parità di trattamento delle Fondazioni rispetto agli altri enti non commerciali.

Successivamente, il peggioramento ha toccato la tassazione delle rendite da investimenti finanziari, che ha avuto in un triennio un incremento esponenziale, passando dal 1° gennaio 2012 dal 12,50% al 20% e dal 1° luglio 2014 dal 20% al 26%.

Inoltre la legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 2014) ha ulteriormente penalizzato il regime fiscale delle Fondazioni, portando al 77,74% la quota imponibile dei dividendi incassati. Ciò ha prodotto, con effetto retroattivo al 1° gennaio 2014, un innalzamento di venti punti percentuali dell’aliquota di tassazione dei dividendi, pari al 21,3785%, mentre è stata lasciata inalterata all’1,3785% la tassazione dei dividendi in capo ai soggetti che, a differenza delle Fondazioni, non hanno scopi filantropici, bensì finalità lucrative come le società commerciali.

Successivamente, a partire dal 1° gennaio 2018, il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 26 maggio 2017 ha portato al 100% l’imponibile dei dividendi con un ulteriore aggravio della loro tassazione che è ora del 24%, mentre la tassazione dei medesimi dividendi per i soggetti commerciali è addirittura scesa all’1,2%.

Circa la tassazione degli immobili, dal 2013 le Fondazioni sono state escluse dal regime agevolativo previsto per gli altri soggetti non commerciali per gli immobili destinati all'esercizio dell'attività filantropica. Al di là del valore dell'agevolazione, allora quantificabile in appena 600mila euro, la disposizione appare fortemente discriminatoria nei confronti delle Fondazioni e costituisce un ulteriore vulnus alla parità di trattamento fra soggetti non profit.

In conclusione, l'attuale regime di tassazione non solo discrimina le Fondazioni, ma soprattutto non ne valorizza il ruolo sussidiario e non appare coerente con l'art. 118 della Costituzione.

Il confronto con l'Europa, laddove ai soggetti di utilità sociale vengono riconosciuti regimi fiscali fortemente premianti, rende ancora più evidente il trattamento sfavorevole applicato alle Fondazioni dal momento che nel 2017 hanno corrisposto oltre 465 milioni di euro per imposte e tasse, con un aumento della tassazione del 31% rispetto al 2016. Il loro carico fiscale deriva per circa 440 milioni di euro da imposte dirette, di cui il 60% per imposte sostitutive sui redditi degli investimenti finanziari, oltre a 4 milioni corrisposti per IMU e 3 milioni per IRAP.

Giugno 2018

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(1) Il decreto legge ha disposto l'abrogazione dell'art. 12, comma 2, del decreto n. 153/99 - che riconosceva esplicitamente l'applicazione alle Fondazioni della disposizione dell'art. 6 del d.P.R. n. 601/73, in tema di riduzione al 50% dell'aliquota IRES - con una norma di dubbia legittimità perché, qualora fosse interpretata come disposizione volta ad escludere le Fondazioni dal campo di applicazione della citata previsione dell'art. 6 del d.P.R. n. 601/73, la stessa si porrebbe in palese contrasto con il principio di uguaglianza e di parità di trattamento degli enti non commerciali, aventi titolo alla predetta agevolazione, tra i quali sono pienamente ricomprese le Fondazioni di origine bancaria.