I risultati delle Fondazioni relativi all'esercizio 2018

Il Ventiquattresimo Rapporto Annuale (scaricabile quipresenta i dati aggregati delle Fondazioni di origine bancaria riferiti ai dati di bilancio 2018. Ne presentiamo qui i dati principali. A fine 2018 il patrimonio contabile delle Fondazioni di origine bancaria era pari a 39,6 miliardi di euro e rappresentava l’87% del passivo di bilancio. Per effetto dell’andamento negativo delle quotazioni di Borsa, la composizione dell’attivo, che alla medesima data ammontava a 45,7 miliardi di euro, è leggermente diminuito rispetto a quella rilevata nel 2017 (pari a 46,1 miliardi), essendo costituita per il 94,1% da attività finanziare e solo per il 4,9% da beni mobili e immobili. Nell’ambito delle attività finanziarie, invece, gli investimenti immobilizzati si sono accresciuti, passando dal 62,3% al 65,3% dell’attivo, cui è corrisposta una riduzione della quota degli strumenti non immobilizzati dal 28,3% del 2017 al 25,3%.

 

Sotto il profilo economico, lo scorso anno ha registrato una diminuzione dei proventi, che hanno raggiunto l’importo di 1,1 miliardi di euro con un calo del 48% rispetto all’importo di 2,1 miliardi rilevato l’esercizio precedente, conseguente all’andamento non favorevole dei mercati, soprattutto nell’ultimo semestre dell’anno. L’erraticità dei mercati, si è infatti riflessa sia sui risultati delle gestioni patrimoniali, calate di 201 milioni di euro, rispetto al 2017, sia sui margini derivanti dalla gestione diretta degli strumenti finanziari, che nell’anno hanno fatto registrare una riduzione di 477,1 milioni di euro, dovuta alle svalutazioni degli strumenti non immobilizzati per i quali le Fondazioni non hanno ritenuto di avvalersi della legge n. 119 del 2018 che consentiva di “sterilizzare” l’impatto sui bilanci dei cali di Borsa.

 

Complessivamente, nel 2018 le Fondazioni hanno fatto registrare una redditività lorda del patrimonio del 2,7%, in sensibile riduzione rispetto al 5,3% dell’anno precedente. La ridotta redditività ha avuto un effetto negativo sull’Avanzo di esercizio che è stato pari a 574,7 milioni di euro, sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente pari a 1,477 miliardi (-61,1%), con una conseguente riduzione della sua incidenza sul totale dei proventi risultata essere pari al 53,1%, rispetto al 70,7% del 2017.

 

Nonostante il calo dell’Avanzo di gestione, per effetto esclusivamente delle svalutazioni connesse al negativo andamento dei mercati, il carico fiscale è rimasto elevato anche lo scorso anno. Benché non abbia raggiunto il picco di 487 milioni di euro del 2017, le imposte e tasse corrisposte nel 2018 sono state pari a 240,8 milioni, che, sommate alle imposte che le Fondazioni scontano alla fonte, raggiungono un effettivo onere tributario pari a 323 milioni di euro.  Le imposte e tasse “consumano” così più di un terzo (36%) dell’Avanzo di esercizio lordo e seguitano a costituire il “primo settore” di intervento delle Fondazioni, assorbendo un ammontare di risorse ben maggiore di quelle, pari a 255,9 milioni di euro, destinate all’Arte, Attività e Beni culturali.

 

In relazione alla destinazione dell’Avanzo di esercizio, dai bilanci delle Fondazioni che hanno rilevato un Avanzo positivo, emerge che le stesse hanno accantonato 214,7 milioni alle riserve patrimoniali (inclusa la copertura di disavanzi pregressi), in diminuzione rispetto ai 474 milioni del 2017, e hanno destinato 596,7 milioni ai fondi per l’attività erogativa, con un decremento nell’anno del 45% rispetto al 2017.

 

L’attività erogativa (le delibere assunte) nel 2018 è stata pari a 1.024,6 milioni di euro (ivi inclusi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato ex art. 62 del d.lgs. n. 117 del 2017), in aumento del 4,1% rispetto ai 984,6 milioni del 2017, cui corrisponde un tasso di erogazione del 2,6% sul patrimonio medio dell’insieme delle Fondazioni. Analoga tendenza si è avuta anche nel numero delle iniziative finanziate, risultate pari a 20.153 interventi, cresciuti dell’1,1%. L’aggregato delle erogazioni deliberate non segue lo stesso andamento dell’Avanzo di esercizio, che è risultato in diminuzione e pari a 574,7 milioni di euro, in quanto l’attività erogativa è stata sostenuta dall’utilizzo, in funzione anticiclica, delle disponibilità dei fondi di stabilizzazione delle erogazioni.

 

Per quanto riguarda la distribuzione delle erogazioni per settore di intervento, nel 2018 è sempre il settore Arte, Attività e Beni culturali che assorbe la maggior parte delle risorse, peraltro in crescita rispetto al 2017, con 255,9 milioni di euro (pari al 25% delle somme erogate) e 7.378 interventi (corrispondenti al 36,6% del numero totale). Seguono, seppur a una certa distanza, il settore Ricerca e Sviluppo, che fa registrare erogazioni per 140,5 milioni di euro e 1.214 interventi (il 13,7% degli importi e il 6% del numero delle iniziative) e il settore Volontariato, Filantropia e Beneficenza, cui sono state destinate risorse pari a 129,8 milioni di euro, finanziando 2.201 iniziative (pari, rispettivamente, al 12,7% degli importi e al 10,9% del numero di interventi). Il settore Assistenza sociale, benché in calo rispetto al 2017, con 115,5 milioni di euro e 1.948 interventi (l’11,3% degli importi e il 9,7% degli interventi), costituisce il quarto settore di intervento. Completano i settori a maggiore vocazione di intervento l’Educazione, Istruzione e Formazione, al quinto posto della graduatoria, con 100,4 milioni di euro erogati (9,8%) e 3.427 interventi (17%), lo Sviluppo locale, in crescita rispetto all’anno precedente, con 83 milioni di euro e 1.696 interventi (l’8,1% degli importi e l’8,4% dei progetti) e, infine, il settore Salute pubblica che, ricevendo 46 milioni di euro (4,5%) per 818 interventi (4,1%), fa rilevare una lieve riduzione (-0,8%) rispetto al 2017. Gli altri settori raccolgono nel loro insieme appena il 3,3% delle erogazioni.

 

Una riflessione a parte merita il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che, nel 2018, in termini di risorse destinate pesa per l’11,7% sul totale delle delibere, che non viene considerato nella precedente graduatoria poiché trattasi di un progetto nazionale con profili rilevanti per diversi settori quali Educazione, Istruzione e Formazione, Assistenza sociale, Volontariato, Filantropia e Beneficienza e Famiglia e Valori connessi, che hanno orientato per una apposita distinta rilevazione.

Nei primi tre anni di attività il Fondo, tramite l’impresa sociale Con I Bambini, soggetto attuatore individuato da Acri, ha assegnato contributi per 213 milioni di euro per il sostegno di 271 progetti nell’ambito di tre bandi nazionali distinti per fasce di età dei minori di cui: 80 progetti relativi al bando “Prima Infanzia”, rivolto ai bambini da 0 a 5 anni, con un finanziamento di 62,2 milioni di euro; 86 progetti concernenti il bando “Adolescenza”, riferito ai ragazzi da 11 a 17 anni cui sono stati destinati 73,4 milioni di euro; 83 progetti attinenti al terzo bando denominato “Nuove generazioni” e rivolto alla fascia di età 5 -14 anni, finanziato con 66 milioni di euro. A questi bandi, si aggiunge il finanziamento, per 2,6 milioni di euro, di progettualità nelle zone terremotate del Centro Italia e la realizzazione di 19 iniziative congiunte in cofinanziamento con altri soggetti privati per le quali è stato stanziato un importo pari a 9,1 milioni di euro.  

 

Il welfare – che raccoglie i settori Assistenza sociale, Salute pubblica e Volontariato – ha ricevuto in totale 291,3 milioni di euro; risorse queste a cui vanno sommati 119,7 milioni di euro specificatamente indirizzati nel 2018 da 72 Fondazioni associate ad Acri al Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. La quota complessiva per il welfare tocca così i 411 milioni: oltre il 40% del totale erogazioni.

 



Le partnership di sistema. Tra le iniziative che le Fondazioni condividono con altri soggetti finanziatori un rilievo particolare hanno assunto, negli ultimi anni, quelle realizzate in concorso con altre Fondazioni di origine bancaria, in una prospettiva di interventi di sistema coordinati e che si sviluppano in un orizzonte pluriennale. Al di là che esse nascano direttamente da Fondazioni che, con una regia condivisa tra loro, decidono di “consorziarsi” o perché maturate in ambito Acri, si tratta di progetti di ampio respiro, di valenza spesso nazionale, rispetto ai quali l’approccio “comune” si presenta come un fattore essenziale di successo. Da un lato consente di mettere a fattor comune professionalità “domestiche” sviluppate dalle singole Fondazioni nel proprio ambito territoriale, dall’altro favorisce una crescente efficienza e razionalizzazione degli interventi: là dove impegni separati di più soggetti sullo stesso problema esporrebbero al rischio di frammentazione e dispersione delle utilità prodotte, una progettualità condivisa permette, invece, di indirizzare gli sforzi in modo sincronico e con maggiore impatto. Un brevissimo elenco, evidentemente non esaustivo: il Fondo Nazionale Iniziative Comuni per interventi di natura strategica e soprattutto emergenziale a seguito di catastrofi naturali; Funder35, per il rafforzamento delle capacità organizzative e gestionali delle imprese culturali giovanili; Fondazioni for Africa - Burkina Faso, per la promozione dello sviluppo locale in alcune regioni del paese africano; Young Investigator Training Program, per il sostegno a giovani ricercatori italiani residenti all’estero o stranieri per realizzare momenti formativi presso istituti di ricerca italiani; Green Jobs, per diffondere nelle scuole e tra i giovani la sensibilità ambientale anche come opportunità di sviluppo di nuove professioni; fino al nuovissimo Per aspera ad astra, che intende estendere su scala nazionale l’esperienza trentennale di teatro in carcere sperimentata dalla Compagnia della Fortezza di Volterra.

 

 

La versione integrale del Rapporto è scaricabile dal sito Acri al link:
http://www.acri.it/Article/PublicArticle/123/8574/ventiquattresimo-rapporto-sulle-fondazioni-di-origine-bancaria---anno-2018