I risultati delle Fondazioni relativi all'esercizio 2017

Di seguito la sintesi dei risultati del XXIII Rapporto annuale sulle Fondazioni di origine bancaria relativo all’esercizio 2017, curato da Acri e interamente scaricabile a questo link.

Il patrimonio e la gestione economica



Il patrimonio contabile delle Fondazioni di origine bancaria, in base ai bilanci chiusi al 31 dicembre 2017, ammonta a 39,8 miliardi di euro e costituisce circa l’86% del totale di bilancio, che assomma a 46,1 miliardi di euro. Nell’ultimo esercizio il valore contabile del patrimonio è rimasto sostanzialmente inalterato, facendo registrare una variazione positiva di 90 milioni di euro (+0,2%) derivante dall’aumento di 718 milioni del patrimonio di 60 Fondazioni e la diminuzione di 628 milioni da parte di altre 28. Dal 2000, anno di entrata in operatività della legge Ciampi, al 2017 esso ha avuto un tasso di crescita medio annuo dello 0,7%. Nello stesso periodo 2000-2017, le Fondazioni hanno erogato risorse per complessivi 21,3 miliardi di euro e accantonato ulteriori risorse per l’attività erogativa futura pari a circa 1,9 miliardi di euro, per un totale di 23,2 miliardi.

Segmentando le Fondazioni in base all’area geografica di riferimento, si vede che le 47 che hanno sede nel Nord del Paese hanno un patrimonio di quasi 30 miliardi di euro, pari al 74,2% del patrimonio complessivo; nel Nord Ovest in particolare, dove risiedono 5 delle 18 Fondazioni di grande dimensione, il valore medio del patrimonio è circa due volte e mezzo la media generale (1.087 milioni di euro contro 452) . Al Sud e Isole, invece, per ragioni storiche le Fondazioni sono solo 11 e il loro patrimonio medio si attesta sui 181 milioni di euro, al di sotto della metà del dato generale. Le 5 maggiori Fondazioni (pari complessivamente al 47,7% del patrimonio) sono: Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona. Il patrimonio delle 18 Fondazioni di grande dimensione1 copre il 77,3% del patrimonio complessivo del sistema, mentre le 18 Fondazioni di piccola dimensione pesano per l’1,1%.

Il totale attivo delle Fondazioni di origine bancaria (46,1 miliardi di euro) è costituito per il 94,2% da attività finanziarie, mentre le immobilizzazioni materiali e immateriali rappresentano il 4,8%, l’1% altre poste.

Le attività finanziarie immobilizzate ammontano a 27,8 miliardi di euro, in leggero calo sullo scorso esercizio (28,5 miliardi). Sommando a questo dato le immobilizzazioni nelle società strumentali, pari a 1 miliardo (sostanzialmente invariato rispetto al 2016), il totale delle immobilizzazioni finanziarie rappresenta il 62,3% dell’attivo contro il 63,7% del 2016.

L’investimento in attività finanziarie non immobilizzate è cresciuto di quasi 1 miliardo e si attesta a 13 miliardi. In quest’ambito, le gestioni patrimoniali fanno segnare una forte riduzione e totalizzano 1,7 miliardi contro i 6,6 del 2016, mentre gli investimenti in fondi sono in sensibile crescita (+ 6 miliardi di euro) e le partecipazioni nella conferitaria rimangono pressoché invariate (- 77 milioni di euro). Gli investimenti complessivi nelle conferitarie (sia immobilizzati che non) ammontano a 12,2 miliardi di euro, con una riduzione netta di 1,3 miliardi rispetto al 2016, dovuta, per oltre 1 miliardo, alla cessione di azioni.

Al 31 dicembre 2017 su 88 Fondazioni 35 non hanno più alcuna partecipazione nella banca originaria, 47 hanno partecipazioni minoritarie in società bancarie conferitarie che fanno parte di gruppi bancari, mentre le altre 6, di minori dimensioni, mantengono una quota di maggioranza, come consentito dalla legge2. Peraltro, 85 delle 86 Fondazioni associate ad Acri, approvando il Protocollo d’intesa firmato dall’Associazione e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze il 22 aprile 2015, nell’ottica di ottimizzare la combinazione tra redditività e rischio nell’impiego del proprio patrimonio hanno accettato il principio di un’adeguata diversificazione. In particolare, il patrimonio non può essere impiegato, direttamente o indirettamente, in esposizioni verso un singolo soggetto per un ammontare complessivamente superiore a un terzo del totale dell’attivo dello stato patrimoniale della Fondazione, valutando al fair value esposizioni e componenti dell’attivo patrimoniale; nell’esposizione complessiva verso un singolo soggetto si computano tutti gli strumenti finanziari.

Il totale dei proventi per l’esercizio 2017 ammonta a 2.087,4 milioni di euro, in aumento del 53,8% rispetto all’esercizio precedente (1.357,2 milioni). Ha senz’altro influito il positivo risultato degli investimenti finanziari (il rendimento è passato dal 2% del 2016 al 4,5%), che hanno risentito del buon andamento dei corsi azionari, più che delle variazioni dei tassi. Il totale degli interessi, infatti, si riduce di circa 23 milioni di euro, mentre il margine derivante dalla gestione degli strumenti finanziari migliora sensibilmente, passando da -51,7 a + 13,9 milioni di euro, nonostante le svalutazioni operate da alcune Fondazioni su taluni investimenti. Il risultato delle gestioni patrimoniali segna un miglioramento (+ 167 milioni) e anche i dividendi crescono di 345 milioni in totale, con gli utili distribuiti dalle società conferitarie che passano dai 630 milioni del 2016 a 637 milioni di euro. I proventi di natura non finanziaria, infine, pari a 51,3 milioni (81,5 nel 2016), e i proventi straordinari, di 238,3 milioni (33,3 nel 2016), aumentano complessivamente del 147%, passando da 114,8 milioni a 289,6 milioni di euro.

La redditività netta media dei patrimoni3 delle Fondazioni nel 2017 si attesta al 5,3%, in miglioramento rispetto all’esercizio precedente: un risultato positivo, sia in termini assoluti sia in termini relativi, considerando anche che l’utile è al netto dell’elevato carico fiscale, diretto e indiretto, che nel 2017 è cresciuto ulteriormente.

Gli oneri di gestione per l’insieme delle Fondazioni crescono da 239,2 a 247,7 milioni di euro nel 2017. La variazione è dovuta principalmente all’aumento degli accantonamenti, dei compensi corrisposti ai consulenti e degli ammortamenti, mentre si riducono i compensi agli organi, le commissioni di negoziazione e gli interessi passivi. Il carico fiscale - per le imposte dirette e indirette dell’anno - è stato pari a 487 milioni di euro (354,6 nel 2016) di cui: 278,6 per imposte sostitutive sui redditi degli investimenti finanziari; 180,8 milioni a titolo di Ires; 4,1 milioni a titolo di Imu e 2,7 milioni per l’Irap, limitandoci alle imposte principali.

L’aumento così rilevante dell’imposizione fiscale negli anni è l’effetto di alcuni fattori: il progressivo inasprimento, dal 12,5% al 26%, intercorso tra il 2012 e il 2014, dell’aliquota per la tassazione delle rendite finanziarie; l’aumento dal 5% al 77,74% della base imponibile dei dividendi incassati, introdotto con la legge n. 190 del 23 dicembre 2014 (c.d. legge di stabilità 2015). Invece, la riduzione dell’aliquota IRES dal 27,5% al 24% a far data dal 1° gennaio 2017, dal 2018 sarà totalmente assorbita dall’ampliamento della base imponibile dei dividendi dal 77,74% al 100% introdotto dal decreto del 26 maggio 2017.

L’avanzo di gestione che è aumentato del 76,2%, è stato di 1.476,7 milioni di euro contro i 838,3 milioni del 2016, pari al 70,7% sui proventi totali (61,8% nel 2016). In merito agli accantonamenti al patrimonio, per l’anno 2017 l’Autorità di Vigilanza ha confermato l’aliquota dell’accantonamento alla “Riserva obbligatoria” al 20% dell’avanzo della gestione e ha fissato al 15% l’aliquota massima di accantonamento alla “Riserva per l’integrità del patrimonio”. Per l’insieme delle Fondazioni, il dato complessivo di accantonamenti alle riserve patrimoniali è pari a 474 milioni di euro (244,5 nel 2016).

Le risorse destinate all’attività istituzionale, comprendendo anche gli stanziamenti ai fondi per l’attività futura, incidono per il 73,1% sul totale avanzo di gestione e ammontano a 1.078,7 milioni di euro, contro i 641,4 milioni di euro del 2016.


L’attività istituzionale



L’attività erogativa delle Fondazioni di origine bancaria nel 2017 registra una lieve flessione dei volumi (-4,5%) rispetto al 2016, anno in cui si era registrata un’inversione di tendenza dopo alcuni esercizi di ininterrotta contrazione. In valori assoluti, le erogazioni del 2017, ivi inclusi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato ex art. 15 L. 266/91, si sono attestate a 984,6 milioni di euro contro i 1.030,7 milioni del 2016. Le erogazioni hanno sostenuto 19.860 interventi contro i 20.286 interventi dello scorso esercizio (-2,1%). La media di importo erogato per singolo progetto scende leggermente, a 49.576 euro (dai 50.806 euro del 2016) e diminuisce un po’ anche il numero medio di interventi per singola Fondazione: se ne contano 226 contro i 231 nel 2016.

I settori di intervento

Tra i 21 “settori ammessi” dalla legge4, 7 sono quelli su cui si concentra la maggior parte delle erogazioni delle Fondazioni. In base alla quantità di risorse ricevute, al primo posto si conferma il settore Arte, attività e beni culturali, con 236,9 milioni di euro erogati, pari al 24,1% del totale (25,3% nel 2016). In questo settore l’ambito principale d’intervento è quello delle Iniziative a sostegno di creazioni e interpretazioni artistiche e letterarie (34,7%). Al secondo posto si colloca la Conservazione e valorizzazione dei beni architettonici e archeologici (incide per il 27,2% sulle erogazioni al settore). Seguono le Attività dei musei (14,9%), il comparto Promozione e valorizzazione delle arti visive (10,2%), Editoria e altri mezzi di comunicazione di massa (4,8%) e le Attività di biblioteche e archivi (4,6%).

Il secondo settore d’intervento è quello dell’Assistenza sociale con 135,6 milioni di euro, il 13,8% delle erogazioni (12,4% nel 2016). La parte prevalente (97,9%) va al comparto Servizi sociali, seguito da Servizi di assistenza in caso di calamità naturale, di protezione civile e di assistenza ai profughi e ai rifugiati ai quali va complessivamente il 2,1% degli importi indirizzati al settore. I destinatari sono in primo luogo i disabili (56,8%), seguiti dagli anziani (31,9%), e dai minori (9,8%). Percentuali residuali vanno ai tossicodipendenti (0,9%) e altri soggetti, quali famiglie a rischio di povertà, persone senza fissa dimora, detenuti, ecc. (0,5%).

Il terzo settore d’intervento è Ricerca e Sviluppo, a cui vanno 117,8 milioni di euro, pari al 12% degli importi erogati (12,1% nel 2016). Al comparto Ricerca e sviluppo sperimentale in campo medico va il 28,5%, a Ricerca e sviluppo nel campo delle scienze umane e sociali il 21,6%, al Trasferimento tecnologico e valorizzazione della conoscenza il 19,7%, a Ricerca e sviluppo nel campo delle scienze matematiche, fisiche e naturali il 12,3%, a Ricerca e sviluppo nel campo dell’ingegneria l’11,9%.

Al quarto posto c’è Volontariato, filantropia e beneficenza, che ha ricevuto un importo complessivo di erogazioni pari a 115,2 milioni di euro, l’11,7% del totale delle risorse erogate (12,1% nel 2016). La quota maggiore è assorbita dagli Accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato (34%, per 39,2 milioni di euro), al secondo posto troviamo i Contributi a fondazioni grant-making ed altri intermediari filantropici (28,5%), cioè quei contributi che vanno a fondazioni come quelle di comunità o ad altri soggetti non profit del territorio che intermediano le risorse verso le organizzazioni del terzo settore; seguono gli Interventi diretti di promozione e sostegno del volontariato (26,6%), le Iniziative umanitarie e filantropiche (5,6%), il Sostegno allo sviluppo e alle condizioni di vita dei paesi poveri (3,2%).

Al quinto posto ci sono le erogazioni al settore Educazione, istruzione e formazione con 95 milioni di euro, il 9,6% degli importi totali erogati (9,4% nel 2016). I comparti principali sono: Istruzione superiore, ovvero universitaria e parauniversitaria (32,4%); Istruzione primaria e secondaria (29,7%); Crescita e formazione giovanile (23,5%), Istruzione professionale e istruzione degli adulti (13,2%).

Al sesto posto c’è il settore Sviluppo locale, che ha ricevuto 76,7 milioni di euro, ovvero il 7,8% del totale erogazioni (9,8% nel 2016). Qui troviamo iniziative per la Promozione dello sviluppo economico della comunità locale (72,5% delle risorse andate al settore), i Progetti di housing sociale (10,7%), la Realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità (8,6%), l’Edilizia popolare locale (8,2%), gli Interventi di microcredito.

Al settimo posto c’è il settore Salute pubblica, con 46,3 milioni di euro, pari al 4,7% delle risorse erogate (4% nel 2016). In quest’ambito troviamo i comparti: Servizi ospedalieri (50,6%), che va dalla fornitura di apparecchiature mediche alla realizzazione di progetti specifici, alla costruzione e ristrutturazione di immobili; Altri servizi sanitari (47,6%), che va dall’assistenza domiciliare dei malati al sostegno per le cure di malati terminali e di disabili; Patologie e disturbi psichici e mentali (1,8%).

È significativo che il welfare - che raccoglie i settori di Assistenza sociale, Salute pubblica e Volontariato – abbia ricevuto in totale 297 milioni di euro; risorse queste a cui vanno sommati 120 milioni di euro specificatamente indirizzati nel 2017 da 73 Fondazioni associate ad Acri al Fondo per il Contrasto della Povertà Educativa Minorile. La quota complessiva per il welfare tocca così i 417 milioni: oltre il 42% del totale erogazioni.

Ci sono, infine, i settori: Protezione e qualità ambientale, con una quota di risorse pari a 17,8 milioni di euro (1,8% del totale erogazioni; era 1,4% nel 2016); Famiglia e valori connessi, con 11,4 milioni di euro (1,2%; 0,6% nel 2016), Sport e ricreazione, con 10,3 milioni di euro (1% delle erogazioni; 1,1% nel 2016); e poi Diritti civili, Religione e sviluppo spirituale, Prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica, a cui vanno meno di 2 milioni di euro, per 76 interventi.

Per quanto riguarda la scelta dei settori, più della metà delle Fondazioni opera con un grado di specializzazione settoriale degli interventi medio, mentre la restante parte si attesta su un livello alto, confermando l’andamento registrato nel 2016. Peraltro questo non modifica la caratterizzazione prevalente delle propensioni su questo punto: i primi due settori di intervento della Fondazione sono mediamente destinatari di quote di erogazioni che oscillano tra il 40% e il 60% del totale, incidenze che documentano il pieno allineamento delle politiche erogative delle Fondazioni alle prescrizioni normative che impongono di destinare almeno il 50% delle risorse disponibili per erogazioni a non più di cinque tra i “settori ammessi”.

Il numero medio di settori di intervento di ciascuna Fondazione è 6,2 (nel 2016 la media era 6,4). I settori dove quasi tutte le Fondazioni intervengono sono Arte, Attività e Beni culturali (con 86 Fondazioni in esso operanti), Volontariato, Filantropia e Beneficenza5 (con 84 Fondazioni), Educazione Istruzione e Formazione (con 81 Fondazioni). Molto ragguardevole, anche se meno massiccia, è altresì la presenza delle Fondazioni nei settori Salute pubblica (59 Fondazioni), Ricerca e Sviluppo (54 Fondazioni), Assistenza Sociale e Sviluppo Locale (49 Fondazioni). Le Fondazioni che hanno aderito al Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile nel 2017 sono invece 73.

Sul totale delle erogazioni quelle superiori a 100.000 euro incidono per il 73,6% degli importi erogati e per il 7,6% del numero degli interventi (rispetto, relativamente, al 73,1% e al 6,7% del 2016); quelle di importo unitario superiore a 500.000 euro assorbono il 50,4% dell’erogato complessivo. Il peso delle erogazioni non superiori a 5.000 euro aumenta lievemente rispetto all’anno precedente sia quanto a importi (il 2,3% contro il 2,2% del 2016) sia per il numero di iniziative (il 45,5% contro il 44,9% del 2016). Le erogazioni pluriennali6 diminuiscono negli importi e nel numero rispetto al 2016 e rappresentano il 6,2% degli importi e il 2,8% del numero di interventi.

I beneficiari

I beneficiari delle erogazioni delle Fondazioni sono sempre soggetti che perseguono finalità non lucrative di utilità sociale: dunque sono soggetti privati non profit – a essi va il 78,4% degli importi erogati (77% nel 2016) e il 72,5% del numero di interventi (70,2% nel 2016) – o istituzioni pubbliche. Fra le categorie di beneficiari privati i più importanti sono le fondazioni (naturalmente non si tratta di Fondazioni di origine bancaria) che, con il 30,1% degli importi, si confermano anche in questa rilevazione al primo posto in assoluto fra tutte le categorie di beneficiari pubblici e privati. Seguono: Altri soggetti privati (22,9%), comprende Comitati, Ipab private, Ong, scuole e strutture sanitarie private; Associazioni (13,6%, di cui 1,3 punti percentuali destinati ad Associazioni di promozione sociale); Organizzazioni di volontariato (5,6%); Enti religiosi o di culto (2,8%) Cooperative sociali (2,2%); Imprese sociali (0,4%). Fra i soggetti pubblici, che ricevono complessivamente il 21,6% delle erogazioni, i destinatari sono: Enti locali (10,2%); Scuole e Università pubbliche (8,3%); Enti e Aziende sanitarie e ospedaliere pubbliche (1,7%); Altri Enti pubblici (1,3%) e Amministrazioni centrali (0,9%).

La distribuzione territoriale

La caratterizzazione territoriale dell’attività erogativa delle Fondazioni trova conferma anche nel 2017: le erogazioni destinate alla regione di appartenenza sono infatti in larga maggioranza (l’85,9% degli importi e il 93,2% del numero di iniziative). In merito alla distribuzione geografica delle erogazioni, al Nord va il 70,51% delle risorse, di cui il 46,1% al Nord Ovest e il 24% al Nord Est; al Centro il 23,8%; al Sud e Isole il 6,2%. Nei territori del Sud e Isole, le Fondazioni operano anche attraverso la Fondazione con il Sud, che nel 2017 ha fatto interventi per 15 milioni di euro.

Le partnership di sistema

Tra le iniziative che le Fondazioni condividono con altri soggetti finanziatori un rilievo particolare hanno assunto, negli ultimi anni, quelle realizzate in concorso con altre Fondazioni di origine bancaria, in una prospettiva di interventi di sistema coordinati e che si sviluppano in un orizzonte pluriennale. Al di là che esse nascano direttamente da Fondazioni che, con una regia condivisa tra loro, decidono di “consorziarsi” o perché maturate in ambito Acri, si tratta di progetti di ampio respiro, di valenza spesso nazionale, rispetto ai quali l’approccio “comune” si presenta come un fattore essenziale di successo. Da un lato consente di mettere a fattor comune professionalità “domestiche” sviluppate dalle singole Fondazioni nel proprio ambito territoriale, dall’altro favorisce una crescente efficienza e razionalizzazione degli interventi: là dove impegni separati di più soggetti sullo stesso problema esporrebbero al rischio di frammentazione e dispersione delle utilità prodotte, una progettualità condivisa permette, invece, di indirizzare gli sforzi in modo sincronico e con maggiore impatto. Un brevissimo elenco, evidentemente non esaustivo: il Fondo Nazionale Iniziative Comuni per interventi di natura strategica e soprattutto emergenziale a seguito di catastrofi naturali; Funder35, per il rafforzamento delle capacità organizzative e gestionali delle imprese culturali giovanili; Fondazioni for Africa - Burkina Faso, per la promozione dello sviluppo locale in alcune regioni del paese africano; Young Investigator Training Program, per il sostegno a giovani ricercatori italiani residenti all’estero o stranieri per realizzare momenti formativi presso istituti di ricerca italiani; Green Jobs, per diffondere nelle scuole e tra i giovani la sensibilità ambientale anche come opportunità di sviluppo di nuove professioni; fino al nuovissimo Per aspera ad astra, che intende estendere su scala nazionale l’esperienza trentennale di teatro in carcere sperimentata dalla Compagnia della Fortezza di Volterra.

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(1) Il criterio di segmentazione dimensionale delle Fondazioni si basa sull’applicazione del concetto statistico di quintile, dal quale si ottengono cinque gruppi di uguale numerosità: Fondazioni grandi (patrimonio da 439 milioni di euro in su); Fondazioni medio grandi (patrimonio da 205 fino a 439 milioni di euro); Fondazioni medie (patrimonio da 94 fino a 205 milioni di euro); Fondazioni medio piccole (patrimonio da 48 fino a 94 milioni di euro); Fondazioni piccole (patrimonio fino a 48 milioni di euro).

(2) Deroga introdotta nel 2003 (art. 4 decreto legge n. 143/2003, convertito nella legge n. 212/2003, che ha sostituito il comma 3 bis dell'art. 25 del decreto legislativo n. 153/99).

(3) Il rapporto è composto al numeratore dall'ammontare dei proventi totali, al denominatore dalla media dei valori del patrimonio, a valori di libro, all'inizio e alla fine dell'esercizio.

(4) D.lgs. 17/5/1999 n. 153, art. 1, comma 1 lettera c-bis: Famiglia e valori connessi; crescita e formazione giovanile; educazione, istruzione e formazione, incluso l'acquisto di prodotti editoriali per la scuola; volontariato, filantropia e beneficenza; religione e sviluppo spirituale; assistenza agli anziani; diritti civili; prevenzione della criminalità e sicurezza pubblica; sicurezza alimentare e agricoltura di qualità; sviluppo locale ed edilizia popolare locale; protezione dei consumatori; protezione civile; salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa; attività sportiva; prevenzione e recupero delle tossicodipendenze; patologie e disturbi psichici e mentali; ricerca scientifica e tecnologica; protezione e qualità ambientale; arte, attività e beni culturali. A questi si aggiungono: realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità e realizzazione di infrastrutture, a seguito del d.lgs. 12/4/2006, n.163, art. 153 comma 2 e art.172 comma 6.

(5) E' da considerare, tuttavia, che in questo settore sono compresi gli accantonamenti ai fondi speciali per il volontariato, a cui tutte le Fondazioni di origine bancaria sono tenute a norma dell'art. 15 della legge 266/91, sulla base degli avanzi di esercizio conseguiti. Se ne deduce che le Fondazioni non operanti nel settore sono solo quelle che non hanno conseguito nell'esercizio un risultato di gestione positivo.

(6) Per quanto riguarda i progetti pluriennali sono stati presi in considerazione gli importi imputati alla competenza dell'esercizio.